Parla l’ing. Bergamin, tra storia, attualità e prospettive future a Borgofranco d'Ivrea (TO)

Ringraziamo l'ing Giovanni Bergamin per l'intervista rilasciata a La Sentinella: ci da così la sicurezza che i fatti stanno proprio all'opposto delle sue affermazioni.

Come quando affermò che l'ultimo forno d'incenerimento, che doveva bruciare 26.000 tonnellate di accoppiati e fu attivato dalla Ghizzoni e Cogeis nel 17 ottobre 2007, non inquinava...

Oppure quando parlava della bonifica in corso all'epoca: oggi abbiamo un'area industriale formalmente "bonificata" (ovviamente dietro compenso), che però scopriamo non esserlo... E dove si vorrebbero spendere altri soldi, si spera non pubblici, per fare un'altra bonifica.

Speriamo che questa volta la bonifica sia vera, e non come l'altra. Le bonifiche vere sono fatte sul posto con l'utilizzo di tecnici appropriati e con il trattamento del terreno, non con asportazioni di terreno da portare in altri luoghi dove si possa inquinare non visti, e nemmeno facendo colate di cemento.

Quindi come si può credere a questa risposta dell'ing.?

Ritiene che l'area possa attrarre solo attività a impatto ambientale dubbio?

«Risposta negativa. L'area potenzialmente è adatta ad accogliere insediamenti produttivi industriali e artigianali di qualsiasi genere. È evidente che più è basso l'impatto ambientale più sono graditi, sempre e comunque nel rispetto delle norme vigenti e sotto il controllo degli enti competenti».

Certo che con la crisi arriveranno molte ditte artigianali richiamate da questo ingegnere, come la Comimet del pirogassificatore?

Di sicuro non salumifici o caseifici.

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