Conferenza stampa in Provincia il 5/6/2013 per presentare il piano di controllo sanitario ASL

Alla vigilia dell’avvio delle analisi sul campione della popolazione che abita nella zona intorno al termovalorizzatore del Gerbido per fotografarne lo stato di salute, medici ed epidemiologi ne illutreranno i dettagli tecnici nel corso di una conferenza stampa mercoledì 5 giugno ore 13 nella sala Giunta della Provincia di Torino, via Maria Vittoria 12.

Insieme al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e al presidente del Comitato locale di controllo Erika Faienza, interverranno Antonella Bena (Asl TO3) coordinatrice del progetto, Giuseppe Salamina (Asl TO 1) ed Ennio Cadum (Arpa). Saranno presenti anche i Sindaci dei Comuni interessati.

“La Provincia di Torino - ricorda il presidente Antonio Saitta - ha anche istituito un Comitato scientifico composto da tre epidemiologi di livello nazionale, che presidia le attività di pianificazione e validazione dei controlli sanitari epidemiologici sul campione di popolazione”.

I dubbi sulle intenzioni di manipolazione "politica" di questo studio sono già ampiamente stati espressi in questoquestoquest'altro articolo.

Giusta replica di rifiuti zero

Progetto di sorveglianza sanitaria della popolazione residente nelle
vicinanze dell'inceneritore del Gerbido: una costosissima foglia di fico per chi
ha voluto un'opera che oggi non sa più giustificare!

I responsabili del Progetto di sorveglianza sanitaria della popolazione residente nelle vicinanze
dell'inceneritore del Gerbido in occasione del Comitato Locale di Controllo del 29 maggio 2013
hanno spiegato che lo studio è in grado di accertare aumenti dell'accumulo di diossine e PCB di
grandezza superiore al 20%.
In occasione della Conferenza stampa presso la Provincia di Torino del 5 giugno 2013 hanno
affermato che gli aumenti di assorbimento di diossine e PCB sono documentabili con significatività
statistica, solo se superiori al 30%.
Siamo abituati a ben altre contraddizioni e in realtà fa poca differenza, perché contrariamente a
quanto qualcuno ha tentato di dare per sottointeso, un aumento dell'assorbimento di diossine, PCB
e metalli pesanti anche inferiore al 20% è un fatto assolutamente rilevante, soprattutto perché non
esiste una soglia al di sotto della quale tali sostanze non producono effetti dannosi alla salute. Non
ci risulta tra l’altro che nessun medico coinvolto nel progetto abbia fatto affermazioni di questo
genere.
Oggi viene avviato uno studio che costerà oltre 2 milioni di euro e che con ogni evidenza non
accerterà aumenti dell'assorbimento di diossine e PCB, semplicemente perché se si cerca un
atomo con una lente di ingrandimento non lo si trova.
Non ci tranquillizza che gran parte della spesa sia a carico di TRM, perché questo significa che i
costi saranno pagati dai cittadini con la bolletta dei rifiuti, gli Amministratori locali di Torino e cintura
provano così ad aggiungere al danno, la beffa di costruirsi una foglia di fico a spese dei cittadini!
Oggi, in relazione al Progetto di sorveglianza sanitaria della popolazione residente nelle vicinanze
dell'inceneritore del Gerbido il Presidente Saitta ha affermato che "nel caso venissero rilevati dei
problemi si interrompe l'attività dell'inceneritore".
I tifosi dell'inceneritore si possono comunque tranquillizzare. E' ben noto che la principale via di
assorbimento di diossine e PCB è la via alimentare e che oggi l'alimentazione non è correlata alla
zona di residenza. Diffonderanno diossine e PCB nell'ambiente e nella catena alimentare, ma non
riusciranno a superare il 20% di aumento dell'assorbimento da parte dell'organismo umano in soli
3 anni! O quantomeno non si riuscirà a documentare l'aumento visto anche l'effetto
dell'alimentazione.
Sono passati quindici anni da quando si è scelto di costruire l'inceneritore al Gerbido. Dal 1998
sono stati spesi a piene mani soldi pubblici, a partire dal progetto "Non rifiutarti di scegliere" in cui
si è registrata un'ostinata chiusura ad ogni richiesta di discutere una politica dei rifiuti. Le
Ufficio Stampa
Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino
Tel. 370.710.18.55
E-mail stampa.rifiutizerotorino@gmail.com

 Amministrazioni Locali hanno scelto di percorrere la via dell'allarmismo ("le discariche stanno per
scoppiare") ed hanno rifiutato di discutere su come affrontare il tema dei rifiuti.
In questi quindici anni un Paese, anche non particolarmente "avanzato" può progettare e mettere
in atto una politica per la riduzione e la gestione dei rifiuti e può cominciare a trarne significativi
benefici nel 2002 la città di San Francisco ha lanciato il progetto Rifiuti Zero entro il 2020 ed il
Golden Gate non ci risulta affacciarsi su un mare di spazzatura.
Chi continua ad essere acriticamente favorevole all'incenerimento dei rifiuti deve assumersi le
proprie responsabilità ed evitare di sprecare soldi dei cittadini in operazioni di facciata. Si effettuino
i controlli sulle emissioni previsti dalla vigente normativa. E poi:
si operi per raggiungere una maggiore tempestività dei risultati delle analisi per diossine e
PCB sulle emissioni;
Si usino i 2 milioni di euro del progetto di sorveglianza sanitaria non per azioni che
misurano l'esposizione, ma per azioni che la riducano. Per esempio si aumentino i controlli sui
rifiuti in entrata per evitare ulteriori emissioni "accidentali" ed "impreviste" dovute alla
combustione di rifiuti che non devono entrare in un inceneritore;
Si trovino immediatamente fondi per promuovere le "buone pratiche" per la gestione dei
rifiuti.
Per il resto le strade di chi si occupa di inquinamento per promuovere affari e quelle di chi opera
per la tutela dell'ambiente e della salute non trovano punti di incontro.

 

Tipo di avvenimento: