Inceneritori - Aspetti economici

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L'inceneritore porta benefici all'economia locale?

L'inceneritore ha un indotto molto limitato: genera pochissima occupazione (poche decine di addetti), per incenerire un milione di tonnellate di rifiuti occorrono 80 persone invece che 1.200 necessarie per il riciclaggio a parità di volumi trattati, scoraggia la localizzazione di attività economiche in una zona soggetta a forte inquinamento ambientale, porta alla svalutazione degli immobili ad uso abitativo e, infine, una direttiva comunitaria dequalifica i prodotti agricoli provenienti da zone limitrofe ad impianti di incenerimento.

Quali sono le ricadute economiche negative causate dall’inceneritore?

L'Italia è riuscita a contenere gli effetti della crisi grazie alle sue produzioni d’eccellenza dell’agro alimentare. Gli inceneritori sono classificati come impianti insalubri di classe prima (art.216 RD 1265/34 DM 5.9/1194), la peggiore. Sono inoltre non idonee a ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti. Non sarà semplice coniugare questi aspetti con prodotti sani che noi proponiamo al mondo intero.

Quali sono le ricadute occupazionali?

Per ogni persona impiegata in un inceneritore se ne generano 15 nella raccolta differenziata (fonte Conai). Con la raccolta differenziata si generano 2 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti.

Rispetto al tipo di materiali qual’è la differenza di consumo di energia tra riciclato e materiale vergine?

Le differenze sono notevoli ed importanti. Eccone alcuni esempi.

  • Alluminio, produrlo ex novo impegna 28 volte l’energia necessaria al riciclo dello stesso quantitativo.
  • Plastica PET: 4 volte
  • Plastica HDPE 8 volte
  • Carta/giornali 2 volte
  • Acciaio 8 volte
  • Vetro 1,3 volte.

Dal punto di vista energetico è più economica la raccolta stradale o domiciliare?

Senz’altro quella domiciliare (o "porta a porta"). Vediamo i dettagli. Come energia necessaria alla raccolta quella stradale impiega 1,575 milioni di MJ (mega joule), mentre la domiciliare 2.281 milioni. Ma l’energia recuperata è con quella stradale di 549,502 milioni e con quella domiciliare di 64,514 milioni di MJ. Il saldo è a favore della raccolta domiciliare per 4,3 milioni di MJ. (Fonte Tea Mantova)

Cosa sono gli acquisti verdi?

Il Green Pubblic Procuremens (GPP) è una modalità di acquisto delle pubbliche amministrazioni che da priorità ai prodotti eco compatibili rispetto alla produzione tradizionale. Viene così incrementato il giro d’affari dell’industria del riciclo. Il mercato di questi prodotti di consumo genera posti si lavoro e incentiva il cittadino a praticare un corretto riciclo dei materiali.

Il riciclo conviene anche alle aziende ?

La Xerox (macchine ufficio) ha avviato un programma di recupero delle vecchie macchine in oltre 16 Paesi. Raccolte in enormi magazzini in Olanda, vengono smontate ed oltre il 95% dei materiali viene riutilizzato con un risparmio, ad esempio per l’anno 2000, di 76 milioni di dollari.

Cos’è un certificato verde?

È una forma di incentivazione per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. In Italia i certificati sono emessi dal Gestore del Servizio Energetico (GSE). Sono stati introdotti in Italia dal decreto Bersani e premiano la produzione di energia elettrica per 8 anni dall’entrata in funzione dell’impianto o per 15 se l’impianto è stato costruito dopo il 2007. L’Italia è però l’unico Paese in Europa in cui è incentivata anche la produzione di energia con carbone o rifiuti. Per questo motivo è stata avviata la procedura di in infrazione contro il nostro paese. Questo provvedimento ha fatto sì che gli inceneritori cannibalizzassero il mercato accaparrandosi la maggior parte degli incentivi.

Incenerire è conveniente ?

Privato di sussidi pubblici, l’incenerimento non si sostiene da solo ed è il metodo più costoso di smaltimento dei rifiuti (Studio Light My Fire Capitalia)

Che danni economici provocano gli inceneritori ?

I danni economici causati dagli inceneritori sono calcolati da 4 a 21 euro per tonnellata smaltita, quelli da discarica da 10 a 13 euro per tonnellata gestita. (Ecole des Mines - Parigi 2008)