Ceneri del Gerbido: trovata altra discarica

SU LUNA NUOVA: identificato altro sito (Collegno) per le ceneri di fondo dell'inceneritore del Gerbido

http://www.lunanuova.it/news/429717/Collegno-potrebbe-ospitare-le-ceneri-dell-inceneritore.html

Ricordiamo che l'ATO R sulle ceneri di fondo nel settembre 2011 scriveva:

Le ultime modifiche normative, introdotte a seguito del D.lgs. 205/2010, hanno modificato significativamente e, in qualche misura, complicato la ricerca di soluzioni volte al recupero delle scorie, portando alla ribalta la questione della possibile classificazione delle scorie come rifiuto pericoloso.La classificazione del rifiuto come pericoloso o non pericoloso, indispensabile ai fini del corretto recupero/smaltimento, non può prescindere da analisi di laboratorio.

Il complesso percorso analitico potrebbe portare a classificare le ceneri di fondo di impianti diincenerimento come pericolose sostanzialmente per due ragioni:

  1. per via del pH estremamente basico che fa loro attribuire la classe di pericolosità H8 (corrosivo) e/o H4 (irritante)
  2. per via delle concentrazioni elevate di metalli pesanti che farebbe attribuire alle scorie da incenerimento la caratteristica di pericolo “eco-tossico” (H14).

Sulle caratteristiche delle ceneri di fondo del termovalorizzatore del Gerbido non si possono ad oggi avere certezze, ma fare soltanto delle ipotesi: tali caratteristiche dipendono infatti non solo dalla qualità del rifiuto alimentato (livelli di raccolta differenziata, capacità del sistema di raccolta di intercettare in particolare i metalli, i RUP e i RAEE), ma anche dalle modalità operative dell’impianto, in particolare dalla fase di quenching delle scorie e dalla loro gestione immediatamente a valle del forno.

Il tema della caratterizzazione delle scorie è ad oggi controverso e molto dibattuto, ma si può tuttavia confermare, sulla base di dati di letteratura e sulla base dell’esperienza degli addetti ai lavori, la posizione border line delle ceneri di fondo, in particolare in riferimento ad alcuni parametri, quali pH e concentrazione di metalli pesanti. Non si può escludere, inoltre, che in un futuro prossimo le ceneri di incenerimento vengano classificate tout court come rifiuto pericoloso.

Nell’immediato pertanto non appaiono percorribili le soluzioni finalizzate al recupero come materia, che prevedano la reimmissione nell’ambiente in sostituzione degli inerti naturali (ad esempio per ripristini ambientali, sottofondi stradali, rilevati, terrazzamenti), senza un trattamento preliminare che ne migliori le caratteristiche chimico-fisiche.

Processi piuttosto semplici e poco costosi quali la carbonatazione ed il lavaggio potrebbero portare a superare le criticità connesse alla classificazione delle scorie, consentendo un declassamento da rifiuto caratterizzato inizialmente come pericoloso a non pericoloso.

La necessità di un processo di pretrattamento appare in prospettiva, quindi, un passaggio obbligato, se si sceglie la via del recupero delle scorie e andrebbe valutata anche nel caso di smaltimento in discarica, per consentirne la collocazione in impianti per rifiuti non pericolosi.