Chiude l'inceneritore di Cavazzoli (RE)

L’inceritore di Cavazzoli sarà spento dopo 44 anni di attività. Il sindaco: “Merito del porta a porta”

Dopo 44 anni l’impianto di via dei Gonzaga, a Cavazzoli, va in pensione e da domani si fermerà per sempre. I rifiuti reggiani saranno smaltiti nelle discariche di Poiatica e Novellara in attesa della messa in funzione del nuovo impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) prevista per il secondo semestre 2015. Il Tmb è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (e/o avanzati dalla raccolta differenziata) che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Lo scopo è di evitare l’inquinamento che un inceneritore, pur controllato e dotato di tutti i filtri, inevitabilmente produce. Per quel che riguarda il teleriscaldamento il calore ora arriverà tutto dal Turbogas di fianco a Rete 2 e dagli altri impianti di Rete 1, di via Sardegna e di Pappagnocca.
Nell’area dell’attuale termovalorizzatore sarà presente un rinnovato impianto di compattazione dei rifiuti per ridurre il flusso veicolare verso le due discariche.

La storia

L’impianto di Cavazzoli è stato attivato dal 1968, quando le amministrazioni comunali reggiane decisero di munirsi di strutture moderne per il trattamento dei rifiuti. La scelta cadde su Cavazzoli, una zona periferica, vicina alla città, allora scarsamente abitata. Inizialmente l’impianto era costituito da due forni (in grado di bruciare rifiuti con un potere calorifico di 1150-1200 Kcal/Kg.) con griglia di combustione a gradini, alimentata da tramogge e spintori posti nella parte superiore della camera di combustione. Nei suoi 44 anni di vita l’impianto ha avuto una continua evoluzione, sia nella struttura che nella gestione, supportata da studi e ricerche sempre più sofisticati, oltre che da un’adeguata scelta delle migliori soluzioni impiantistiche da adottare.

La chiusura dal 2002 al 2005

L’impianto fu chiuso per tre anni, dal 2002 al 2005 a causa dei superamenti dei livelli di inquinanti emessi dal camino, e da allora fu tenuto sotto strettissimo controllo, l’impianto bruciava un terzo di tutti i rifiuti indifferenziati prodotti annualmente nella nostra provincia. Le 60mila tonnellate di immondizia che ogni anno bruciava l’inceneritore finiranno dal 2015 in un moderno impianto di trattamento meccanico biologico, il Tmb, a Gavassa, a nord dell’autostrada. Per ora saranno dirottate nelle due discariche reggiane esistenti, due terzi a Poiatica di Carpineti, un terzo a Novellara.

Commenta il sindaco, Graziano Delrio: “L’impegno che abbiamo assunto nel Patto con la frazione di Cavazzoli, che da anni ospita due infrastrutture di peso e importanti per la città, la centrale del teleriscaldamento e il termovalorizzatore, viene onorato con la chiusura di quest’ultimo. E’ una promessa che abbiamo mantenuto: sarà ulteriore motivo di soddisfazione e di riflessione quando a metà giugno inaugureremo a Cavazzoli la pista ciclabile che completa il collegamento con il centro di Reggio Emilia e terremo nella frazione un convegno sulle politiche per i rifiuti. Come dimostrano i dati diffusi dall’azienda, e che abbiamo voluto mettere on line dal 2005 per un dovere di trasparenza verso i cittadini, l’impianto di Cavazzoli ha funzionato fino a ieri correttamente. Se siamo arrivati alla chiusura, e non al trasferimento dell’inceneritore come si ipotizzava in un primo tempo, è stato grazie al lavoro collettivo che dal 2004 i cittadini reggiani e le amministrazioni pubbliche hanno portato avanti insieme, partendo dal porta a porta sperimentale nella Settima circoscrizione fino al modello Reggio di raccolta integrata e alla decisione per l’impianto di Trattamento meccanico biologico.

Le scelte di oggi sono state messe in campo dalla collaborazione tra Amministrazioni pubbliche – Comune di Reggio Emilia, Correggio e San Martino,  Provincia, Ato, i Comuni della provincia -  azienda Iren e cittadini.  Una politica virtuosa per rendere il futuro delle nuove generazioni più vivibile e sostenibile, che ci ha permesso di compiere scelte non improntate alla paura o alla conservazione dell’esistente, bensì scelte di innovazione sostenibile per raggiungere gli obiettivi europei  sulla raccolta differenziata del 65%. Scelte combattute e condivise su cui ci siamo confrontati con i tanti che ci hanno creduto, e con l’impegno serio di giunte, consiglieri comunali e di circoscrizione. Tra i tanti ricordo la presidente della Circoscrizione Roberta Pavarini, l’assessore Pinuccia Montanari, Lorenzo Bagnacani e il comitato di Gavassa, i compianti Paola Donelli, consigliera comunale,  Pippo Bertani  e Angelo Fantini, consiglieri di Circoscrizione. Il buongoverno non si improvvisa ed è il risultato di scelte amministrative e partecipazione dei cittadini nel raggiungimento di comuni obiettivi. E’ questo che permette a Reggio Emilia di continuare a migliorare le percentuali di raccolta differenziata. E se oggi a Reggio Emilia è cambiata la cultura sui rifiuti lo si deve anche alle tante iniziative di educazione ambientale  messe in campo in questi anni. Il nostro cammino in questa direzione continua, chiamando tutto il territorio a una responsabilità sempre maggiore nel ridurre la produzione di rifiuti, aumentare la differenziata e indirizzare i materiali raccolti verso il riciclo”.

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