Ilva industria insalubre

 

 

 

http://www.eilmensile.it/2012/07/26/ilva-piombo-nelle-urine-dei-tarantini/

 

COMUNICATO STAMPA:

LAVORO E SALUTE SONO INSCINDIBILI ANCHE ALL’ILVA DI TARANTO

 

 

 Ilva perizia pilotata?

A chi 

Ho ho letto, anzi per la precisione ho studiato con attenzione, sia la perizia ambientale redatta dai CTU (o CTP del PM?) per il GIP che sia la perizia epidemiologica, predisposta tra gli altri dalla prof. Triassi che da buona igienista di epidemiologia almeno ne capisce, e avevo scaricato il risultato di "sentieri" già da prima del casotto. Erano sul sito di repubblica, in pdf, e ce le ho proprio in questo PC. Ebbene, vi prego di darmi fiducia, se non volete andarvele a cercare e leggere, quando vi dico come vi sto dicendo che tutto l'impianto della preizia tecnica verte principalmente sulle diossine e però... però gli istogrammi della composizione delle varie polveri di diossine rilevate nelle ATTUALI emissioni dell'ILVA non sono per nulla assimilabili a quelli delle diossine reperite nel grasso e negli organi delle pecore, nè nel sangue delle persone. Ciò, ad esclusione delle emissioni del camino di sinterizzazione (detto anche agglomerazione) che invece sono decisamenter simili. Peraltro, perchè si formino diossine sono necessarie alcune particolari conizioni chimico-fisiche, che consistono in a) presenza di combustione di materia organica in parziale difetto di ossigeno, b) temperatura compresa fra 350 e 500°C (oltre, le molecole si spaccano) e soprattuto c) la presenza di Cloro: qualora non lo ricordaste, "diossina" è la parola d'uso con cui vengono chiamate le poli-cloro-dibenzo-diossine,o PCDD, e la più tristemente famosa (seveso) è la TCDD, 2,3,7,8-TetraCloroDibenzoDiossina. 
Ragioniamo sulla base di un minimo di conoscenza di chimica, che non la si può chiedere al Giudice che ha la laurea in Giurisprudenza e magari ha anche fatto il liceo classico ma voi siete medici competenti e quindi un'idea almeno approssimativa di chimica ce la dovete avere per forza e soprattutto avete studiato come gira il ciclo produttivo della siderurgia: mi dite di grazia il Cloro dove accidenti sta in un'altoforno ? Infatti, l'unico impianto da cui esce TCDD è la sinterizzazione, dove le polveri di minerali ferrosi vengono sinterizzate (=fatte a pallocche grosse) termicamente sotto strato di copertura di sale, sì, sale NaCl, che ne impedisce l'ossidazione: come per i forni di seconda fusione tradizionale dell'alluminio, che infatti a loro volta ne sperciano non poca.

 

Ora, se le diossine sono le più famose dei vari POP's e POP significa Persistent Organic Pollutant, è proprio perchè non sono soggette ad alcun tipo di biodegradazione e sono altamente persistenti nell'ambiente. Soprattutto, le analisi condotte da ARPA Puglia e verificate dai predetti CTU/CTP hanno evidenziato che gli ATTUALI tenori di diossine emesse dagli impianti rientrano ampiamente nei limiti consentiti non solo in italia ma in tutta Europa, e persino in quelli autorizzati che erano parecchio più restrittivi di quelli nazionali. 
A questo aggiungete che anche sentieri ha evidenziato l'incremento di fenomeni sia tumorali che teratogeni già dal triennio 2003-2005, con andamento persistente sino al 2008. Immagino siate a conoscenza che tali effetti hanno necessità, alle microdosi che sono state analiticamente reperite, di diversi anni di latenza, o per meglio dire di un numero sufficienti di anni per consentire il bioaccumulo che porta all'instaurarsi di patologie di origine mutagenica. 
Il che significa 3 cose: 
1) L'emissione delle diossine reperite nei reperti biologici presi come indicatori di bioaccumulo c'è certamente stata ed è altrettanto certamente assai anteriore al 2003 se già da allora c'erano incrementi di patologie su base mutagena
2) Gli estensori della perizia ambientale hanno enfatizzato la sola presenza di diossine senza accennare minimamente alla loro differenza 
3) Le diossine che più assomigliano in composizione a quelle reperite nei campioni biologici non sono per nulla riferite al ciclo di produzione dell'acciaio in sé quanto piuttosto alle emissioni dell'Inceneritore/Termovalorizzatore della AMIU, che da anni brucia i rifiuti di taranto e dintorni per la produzione di energia elettrica poi usata dall'ILVA per alimentare i suoi altoforni

Prova indiretta -ma eclatante per chi come me di ste cose ci campa- è che pur di scrivere e far figurare nella perizia "numeroni" sulle presunte attuali emissioni, la concentrazione di diossine presso la scuola di Tamburi è stata espressa in femtogrammi/Kg di polvere(tabella C-II, pag 523 della perizia). Ora, giusto per capirci, perchè un terreno sia considerato contaminato da diossine occorre che se ne trovino, in TEQ (ossia, Tossina equivalenti, dove la TCDD vale 1 e le altre meno a seconda della loro tossicità sperimentale) 1 x 10-5 mg/kg. 10 elevato a -5 significa 0,00001 mg, che mi pare evidente significhi 10 nanogrammi: 1 mg =1000 microgrammi, 1 mcg= 1000 nanogrammi. E i limiti nelle acque di falda sono pari a 4 ng/L che riportati a mc sono 4.000 ng, ossia 4 microgrammi/mc. Mi seguite, sì? E nelle Emissioni i limiti sono espressi in ng/mc.

 

Bene, i femtogrammi, come ft/mc, usati dai periti per supportare la loro tesi (che -a questo punto- io ritengo predeterminata...) di presunta attuale contaminazione dell'aria da parte dell'ILVA, invece, sono la millesima parte dei picogrammi che sono la millesima parte dei nanogrammi: ossia, hanno usato una unità di misura che è 1/1.000.000 dicesi 1 milionesimo di quella ufficiale. 
Giusto per essere ben chiari, diciamo anche che i limiti nazionali generici di emissione per le Diossine sarebbero di 10.000 ng/mc e che per l'ILVA di Taranto c'era il cronoprogramma stilato nel 2008 con la L.Regione Puglia n. 44/08 -fortemente voluta da nicky- di arrivare a 0,4 ng/mc entro il 2010: e ci sono rientrati, anche all'agglomerazione/sinterizzazione erano al di sotto di 0,3 ng/mc e questo è riportato in tabella ma lasciato scivolare inosservato. 
Altra prova indiretta dell'intenzionale capziosità dei periti è che nelle conclusioni di questa CTU (o CTP del PM?) ambientale, che sono le sole reperibili in rete, non si dice mezza parola sull'assenza di diossine degli altri punti di emissione dell'acciaieria, ma si mettono i dati relativi al camino AMIU del termovalorizzatore e quelli del camino di Appia Energy, gruppo marcegaglia, che spercia fuori nessuna TCDD ma in compenso parecchio TCDF (tetracolorodibenzofurano), ma mica lo dicono "queste sono altre fonti di diossine e furani lì intorno". 
Emblematico infine, a mio avviso, è anche che -pretendendo di paragonarli- ci siano gli istogrammi della concentrazione di diossine tra l'aria ambiente nel reparto agglomerazione (fig. B II) e quella della scuola deledda a tamburi: peccato solo che il fondo scala della prima è fissato a 1800 (femtogrammi/mc) e il secondo a 14: meno di un centesimo!!! 
Suggestivo sino al falso, poi, è il punto in cui detti periti per fini chiaramente dissimulativi della maccheronica non sovrapponibilità dei fingerprinting tra le emissioni della sola agglomerazione/sinterizzazione e quelli dei campioni biologici affermano testualmente che 
Sulla base dei congeneri PCDD e PCDF rilevati, pur tenendo in considerazione la degradazione metabolica che tali congeneri possono avere avuto una volta ingeriti dagli animali, il loro possibile accumulo preferenziale e adottando un principio di cautela sulla predetta riconoscibilità dei profili determinati, i risultati ottenuti hanno messo in luce la presenza di alcuni congeneri specifici attribuibili con buona approssimazione alle emissioni diffuse prodotte nel reparto sinterizzazione... 
tesi alla quale mi sento, in scienza e coscienza, di opporre che: 
A) Se ci fosse degradazione metabolica non sarebbero POPs e non sarebbero così bioaccumulati e biomagnificati

B ) la tossicità equivalente è dovuta proprio alla differenza di assorbimento, che è massima nella TCDD e mano mano sempre miniore, quindi la presenza proprio delle PCDD e dei PCDF a minore tossicità indica esattamente l'opposto di quello che vogliono far credere
C) Un CTU non deve adottare alcun principio di cautela, deve dire ciò che è, altrimenti il giudice si "inzama" come è infatti puntualmente successo
D-1) I congeneri quelli sono e quelli sono, è ovvio che se ci sono vuol dire ci sono: ma l'approssimazione non è affatto buona, anzi è decisamente pessima, perchè come già spiegato è l'intera composizione dei vari congeneri che "targa" la loro origine
D-2) Le emissioni diffuse dal reparto anche volendo non possono arrivare tanto fuori, perchè le diossine a temperatura ambiente sono solide, con peso specifico di 1,8, e quindi sedimentano. 

E però voi capite che se con un limite in emissione a 0,4 e senza usare la stessa unità di misura io scrivo che in aria vicino alla scuola ci stanno quasi 100... un pochetto in errore il giudice lo induco, o no? Usando la stessa unità di misura, sarebbe venuto infatti scritto che con un limite di emissione a 400.000 femtogrammi/mc ne emetto 270.000 dal camino che ne emette davvero e vicino alla scuola ne ho 100 e 700 ne ho immediatamente sotto quel camino lì, oppure che con un limite a 0,40 ng/mc emetto 0,27 e che nell'aria vicino alla scuola ne ho 0,0001. 
Un'altra cosa insolita che ho notato è che hanno fatto anche le analisi sui filtri di abbattimento, ma almeno nelle conclusioni non c'è mezza parola sulla percentule di abbattimento tra il tenore in diossine per mc "prima del filtro" e quello "dopo il filtro": ed è su quello che scientificamente e tecnicamente si valuta l'efficienza di un sistema di abbattimento, sino a prova contraria. 

Ecco, sinceramente io qualche giorno dopo aver scaricato il file delle conclusioni della perizia e in costanza di ricorso da parte anche del ministero sul blocco delle "lavorazioni a caldo" (perchè tutte, poi, se è uno solo il camino delle lavorazioni a caldo dell'acciaio che crea davvero il problema?), mi sono peritata di scrivere alla segreteria del MATTM, quindi di Clini,facendo notare queste cose. 

Mi pare infatti che io non possa essere l'unica a capirne di equivalenze tra le unità di misura, e siccome però sta cosa può passare inosservata se uno non è figlio di puttana come lo sono io, mi pareva giusto fornire al Ministero una dritta. 

Come avrete capito dei recenti avvenimenti, invece non mi si è filato nessuno. Ora, che non mi si sia filata il MInistero, ok è anche "naturale": ma che i periti di parte dell'ILVA non se ne siano accorti... beh, a questo punto o sono la chiavica dei periti, cosa di cui istintivamente dubito, oppure è palese che non intendano difendere l'Azienda e il suo funzionamento in base ai numeri accertati dai CTU, non da me nè da loro. 

Perchè questo accada, non lo so: ma mi sono fatta la convinzione personale che forse quando si dice " ...un bene fondamentale per il Paese come l'acciaio, che se non lo produci te lo vende qualcuno (e se fosse che alla fine il bubbone sia scoppiato perchè... )." non posso non pensare ad andreotti: a pensar male forse si fa peccato ma ci si azzecca. 

Ci terrei solo a far notare che l'incremento di emissioni di diossine che ha scatenato l'ambaradan che ha poi portato alla legge regionale puglia n. 44/08 c'è stato da che i Riva hanno spostato a Taranto l'agglomerazione: che prima fino al 2002 era fatta a Genova. Scoprire sta cosetta mi ha spiegato com'è che lo studio di sentieri è stato fatto dal 2003 in poi; ma a maggior ragione non mi ci ritrovo con i tempi di latenza! 
Ora, vorrei capire: anche a Genova ci sono le stesse mortalità ? O magari -anche se all'oggi le emissioni di IPA dall'acciaieria di Taranto sono praticamente irrilevanti- in passato ci può essere stato un bel fumo nero pieno pieno di IPA, soprattutto dalla cokeria, che si è sparso in giro? E fino al 1995, quello stabilimento era o no "di stato"? E non è che magari, per caso, è stato venduto per un tozzo di pane ai riva proprio perchè dal 1988 non ci avevano messo un cacchio di niente ad abbattere quelle emissioni? 
Concludo dicendo che -personalmente- i Riva non me li CENSURA nemmeno, per quanto li schifo da epoche immemori per motivi personali, ma corre l'obbligo di dire che sono riusciti ad abbattere le emissioni di diossina entro i limti e nei termini previsti spendendo 125 milioni di euro per ricerca e sviluppo di un sistema di abbattimento ad urea, funzionante provatamente, che abbiamo solo noi in italia, e solo lì. 
Grazie per la pazienza... io di certo mi sento meglio, adesso che mi sono sfogata; mi sentirei molto meglio se qualcuno mi desse retta, ma sono rassegnata a fare la cassandra della situazione: sperando solo di non fare la stessa fine.

L'intervento sopra riportato di una igienista industriale di levatura nazionale .

 

 

 

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