Il CARP contro le privatizzazioni del Comune di Torino

Nel seguito la lettera-appello ai consiglieri comunali di Torino contro la selvaggia privatizzazione dei Beni Comuni

Egregio Consigliere comunale,

Lei e i suoi quaranta colleghi state decidendo nelle vostre stanze, gran parte della qualità della vita dei torinesi per il prossimo futuro.

Voi consiglieri del Comune di Torino voterete in tutta fretta, a tappe forzate e tempi contingentati, la Svendita di aziende che la collettività, i cittadini di Torino, hanno costruito e cresciuto negli ultimi cento anni, per avere  servizi collettivi che ovviamente erano e dovrebbero restare in totale gestione pubblica.

Certamente è noto che le attuali Aziende pubbliche potrebbero essere gestite meglio, ma la responsabilità non è certo dei cittadini ma dello stesso Comune che in quanto “unico padrone" ha fornito input contraddittori e non sempre ha inserito nei consiglio di amministrazione manager esperti…anzi...

Di fatto si evince che la sottilissima linea di separazione sulla visione del mondo si è annullata, e la maggioranza con buona parte di quella opposizione chiamata “centro/destra” voteranno insieme.

La deriva “privatizzazione” ha colpito ed unificato gli schieramenti, oramai solo tali sulla carta, le posizioni su uno sviluppo basato sul consumismo, da qui gli inceneritori ecc dimostrano che la cultura del privato ha attecchito con molti di Voi.

Eppure  le varie e svariate esperienze di privatizzazione in Italia hanno dimostrato l’assenza di vantaggi per le amministrazioni pubbliche, concetti espressi fra gli altri dalla Corte dei Conti.

Pare che la motivazione di questa Svendita risieda nel dover/voler fare cassa per limare un deficit del Comune di Torino che ammonta a circa 4 miliardi di euro. 

Si usa il termine Svendita in quanto non è detto che questa operazione di alienazione dei gioielli di famiglia, produca, in ultima analisi, vantaggi economici né per i cittadini e nemmeno per gli ultrà del privato: il Consiglio Comunale di Torino.

Una volta stipulato il prestito con le Banche siamo sicuri che FCT recupererà l’intero prestito o a causa della grande offerta di “municipalizzate in vendita” ci sarà un ribasso nelle valutazioni e sarete costretti ad accettare prezzi e condizioni svantaggiose?

I servizi gestiti dalla Holding Città di Torino e dalla Società acquirente saranno basati sull’efficienza o sul minor costo al massimo profitto?

Quale società investe milioni di euro in Aziende che fino a ieri erano in perdita e sopravvivono grazie a contributi e agevolazioni tributarie.

 E’ bene sottolineare, fra l’altro, che l’operazione si svolge in condizioni di mercato internazionale segnato da una crisi finanziaria tale che dovrebbe imporre cautela, insomma non è certo il momento migliore.

Il danno per i cittadini si aggraverà in due modi possibili: incremento del debito del Comune qualora il privato compri a prezzi inferiori alla valutazione del 40% delle tre aziende, indi aumenti possibili delle tariffe, il privato deve recuperare il suo legittimo profitto, infine non è per nulla detto che con la privatizzazione il privato si lancerà in investimenti per il miglioramento dei servizi. 

Sperando di non assistere in futuro ad un increscioso “divorzio”, o come preferite chiamarlo Scissione di ramo d’Azienda, dove al privato resterà la gestione del servizio (entrate) e al pubblico la gestione delle infrastrutture (spese).

Pertanto chiediamo ai  Consiglieri  Comunali:

  1. di non approvare  questa delibera di Giunta riguardante tutta l’operazione privatizzazioni
  2. che venga avviato un dibattito approfondito circa il futuro della gestione del Beni Comuni e dei servizi pubblici

Decisioni di tale portata non possono non coinvolgere la cittadinanza in tutte le forme organizzate e non, la società civile “proprietaria del beni collettivi, deve essere informata e deve potersi esprimere.

Inoltre come comitato di cittadini fruitori di servizio pubblico utilizzeremo ogni mezzo legale per difendere i nostri diritti e cercheremo di rivalerci in caso di danno sui promotori e i sostenitori di questa manovra.

Distinti saluti.

Il CARP