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Osservazioni sullo studio epidemiologico sull'inceneritore di Torino

Il protocollo pubblicato su epidemiologia e prevenzione (allegato) è pieno di errori metodologici:

E1: gli effetti a breve termine sono misurati mediante la variazione giornaliera delle emissioni. Se l'inceneritore emette sempre le stesse quantità lo studio non potrà essere che negativo ed in ogni caso sottostimare gli effetti, misurati appunto come differenze tra diversi livelli di emissioni tra i diversi giorni

E2: la mappa di ricadute non si sa come sia stata costruite e non è prevista alcuna validazione della stessa. assomiglia troppo ad un insieme di corone circolari ...

E3: per gli eventi acuti si costituisce una coorte e si valuta solo il primo ricovero per questi (incidenza). Viene così ad essere ignorato uno degli aspetti più importanti per le patologie considerate (quali ? non ho trovato un elenco) che è costituito dall'aggravamento delle stesse. e questo aggravamento viene riflesso come ricoveri ripetuti.

E4: si considereranno solo i risultati statisticamente significativi. l'enfasi sulla significatività statistica è sbagliata e non tiene conto che le patologie (quali ?) essendo state scelte a priori riducono fortemente il ruolo del caso nella interpretazione dei risultati

E5: Non viene prevista alcuna modalità di partecipazione di esperti indipendenti, designati dalle comunità locali e pagati dal progetto anzi...

E6: nel team figura Loredana Musumeci, chimico, che ha recentemente indicato come sicuri nelle acque potabili livelli di sostanze perfluoro-alchiliche (PFOA) che non lo sono affatto.

Ringraziamo Paolo Crosignani per la sua analisi

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