Waste Italia non ha soldi e la gestione di Chivasso?

WASTE NON PAGA LE CEDOLE DEI BOND 2014-2019

La settimana scorsa il GRUPPO WASTE ITALIA ha comunicato che la controllata Waste Italia SpA, proprietaria di SMC e quindi delle discariche di Chivasso, non pagherà la cedola semestrale di maggio delle proprie obbligazioni. Si tratta di 200.000 milioni di bond emessi nel 2014 con scadenza 2019. Trascorso il periodo di grazia di 60 giorni, la società entrerebbe in default.

Ma può darsi – scrivono i siti specializzati - che il fallimento venga evitato. La società cercherà di rinegoziare il debito con i grossi investitori. I quali potrebbero accettare in cambio di azioni della società: in questo modo aumenterebbe in Waste la presenza del capitale finanziario.  Che è già considerevole adesso: “Milano Finanza” scrive che Waste Italia Spa “è in mano a Pietro Colucci per il 44,006%, a Synergo sgr spa (come gestore del fondo Sinergia con Imprenditori...) e al Comune di Settimo Torinese (8,912%) attraverso l'Azienda sviluppo multiservizi spa, in liquidazione”.

In attesa degli eventi, ci chiediamo quali conseguenze potrebbe avere la crisi di Waste sul nostro territorio. Ad esempio, tre anni fa SMC ha comprato il 48,85% di quote di SETA SpA, la società che effettua la raccolta rifiuti nei trenta Comuni del Consorzio di Bacino 16: da Chivasso a Settimo, da Borgaro a Volpiano, da San Mauro a Brozolo, da Montanaro a San Sebastiano... Le difficoltà finanziarie di Waste potrebbero ripercuotersi sulla raccolta rifiuti, sul suo funzionamento, sui suoi costi? SETA era una società a capitale completamente pubblico. Ne erano proprietari i Comuni. Aveva debiti e per salvarla è stata venduta per metà a SMC. Ma ora è SMC ad avere debiti...

Inoltre, a SMC spetta eseguire a proprie spese la costosa attività di post mortem o post chiusura delle quattro discariche chivassesi. Dopo la fine dei conferimenti, una discarica deve venire attentamente tenuta sotto controllo per decenni per evitare che i rifiuti depositati inquinino terra, acqua e aria. Se necessario, bisogna intervenire con lavori di manutenzione e di bonifica. A SMC tocca ovviamente effettuare il post mortem delle tre discariche di rifiuti industriali che conduce in proprio: la Chivasso 1, 2 e 3. La Chivasso 0, che riceve i rifiuti urbani dei Comuni, è invece gestita da SETA.  Ma SMC ne ha comprato il 48,85%. Non solo: in base ad accordi stipulati fra le due società, SMC si è fatta totalmente carico del post mortem anche della Chivasso 0.  Dunque, se WASTE ITALIA fallisse chi si occuperebbe del post mortem di tutte e quattro le discariche di Chivasso?

Aggiungiamo che SMC sta realizzando la bonifica delle falde acquifere inquinate da due delle quattro discariche. Le operazioni dureranno degli anni: la società avrà i soldi per portarle a compimento?

Infine, SMC sta progettando a Chivasso sia una “modifica” del cosiddetto impianto pneumatici, una modifica che comporta l’aggiunta di nuove operazioni a quelle preesistenti; sia il progetto Wastend, di cui si attende a giorni il deposito della terza versione. Wastend si compone di un impianto di riciclo rifiuti e di una discarica. Oggi come oggi SMC sarebbe in grado di garantire di portare a termine la costruzione dei nuovi impianti? E naturalmente di assicurarne per altri decenni il post chiusura?

 

 

COS’E’ WASTE ITALIA

 

Che cos’è il Gruppo Waste Italia, proprietario di Waste Italia, a sua volta proprietaria di

SMC che possiede le discariche di Chivasso?

La società trae origine dall’iniziativa dei fratelli Pietro e Francesco Colucci, che nel primo decennio del secolo creano il Gruppo Unendo, composto da Waste e da Daneco. Nel 2011  i due fratelli si separano: a Francesco va Daneco e a Pietro resta Waste, che assumerà via via il nome di Kinexia, Sostenya e Gruppo Waste Italia. La separazione non esclude collaborazioni: Alice Ambiente del gruppo Waste affida la bonifica della discarica di Alice Castello (Vc) alla Daneco.

Oggi il Gruppo Waste Italia controlla un gran numero di società attive in Italia e all’estero. Nel “partecipogramma” consultabile sul sito se ne contano almeno trenta. Considerevole la presenza nel nostro territorio. Nel 2010 la società Ecoema progetta un inceneritore a Settimo Torinese. Ecoma è per il 51% di Waste e per il 49% di Pianeta, controllata da ASM, l’Azienda Servizi Municipali del Comune di Settimo. ASM risulta tuttora proprietaria di 8,9% di quote societarie di Waste Italia.

L’inceneritore non viene costruito. Ma l’anno successivo Waste, allora Kinexia, compra da ASM la controllata SEI, che si occupa di teleriscaldamento, e che ha realizzato e/o gestisce gli impianti di Collegno, Grugliasco, ecc. Veramente Waste non si compra tutta SEI: scarta il teleriscaldamento di Chivasso, che resta a Pianeta controllata da ASM, ora in liquidazione.

Nel 2012 Waste, la cui capogruppo è adesso Sostenya, presenta in Provincia il progetto KmVerde da realizzare a Montanaro nelle cave Ronchi. I cittadini sono  ostili. Il comitato Restiamo Sani mobilita la popolazione. La minoranza consiliare presenta un ordine del giorno di contrarietà che viene approvato dal consiglio comunale. Nel 2013 Sostenya lascia cadere il progetto e in giugno la Provincia chiude l’istruttoria.

In quella primavera del 2013 Vittorio Pogliano, indicando l’area discariche davanti a casa sua, in frazione Pogliani, ci dice: “Se SMC non sfonda a Montanaro ci proverà a Chivasso”. Pochi mesi dopo i fatti dimostreranno che ci aveva azzeccato. Infatti nel marzo 2014 l’amministrazione guidata da Libero Ciuffreda annuncia trionfalmente che SMC propone la realizzazione di Wastend: un impianto di riciclo dei rifiuti e una nuova discarica. Il resto della storia la conosciamo: il progetto Wastend viene respinto due volte dalla Provincia, e si attende il deposito della terza versione.

Intanto, fra il 2013 e il 2014, SMC acquista il 49% di SETA, la società che effettua la raccolta rifiuti nei 30 Comuni del Consorzio di Bacino 16 e che era completamente pubblica. In questo modo SMC unisce la raccolta con lo smaltimento dei rifiuti. La realizzazione di Wastend completerebbe il ciclo con l’aggiunta del recupero e riciclo.

Oltre che dall’amministrazione chivassese, il progetto Wastend è sostenuto da due fondazioni vicine al Partito Democratico. Sono la Fondazione Symbola di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E la Fondazione Sviluppo Sostenibile di Edo Ronchi, ministro dell’ambiente del governo Prodi, poi parlamentare e fondatore del Partito Democratico. Della Fondazione fanno parte Pietro Colucci, proprietario di Waste Italia e di SMC, e la cooperativa Erica di Roberto Cavallo, coprogettista di Wastend.

Nel marzo 2011 un’ordinanza del sindaco Matola bloccò i conferimenti nella discarica Chivasso 3. Le indagini accertarono che veniva conferito il nerofumo proveniente dalla bonifica di Pioltello Rodano: un tipo di rifiuto che la discarica non era autorizzata a ricevere. A Roma è in corso il processo, nel quale sono imputati alcuni dirigenti di SMC. Precisiamo: imputati sono i singoli, non la società. Fra gli imputati figura Giuseppe Maria Chirico, che nel 2012, come amministratore delegato di SMC, donò al Comune di Chivasso degli arredamenti per la nuova biblioteca MoviMente e partecipò all’inaugurazione. Come al solito, va detto che ogni cittadino è non colpevole fino al terzo grado di giudizio.

 

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