Inceneritori. Schiaffo della UE al Ministero dell'Ambiente e all'ARTA

Comunicato stampa dell'8/06/2016
 
Piano inceneritori del Governo Renzi. Schiaffo della Commissione Europea a Ministero dell'Ambiente e ARTA.
 

Il Piano nazionale di incenerimento deve essere assoggettato a Valutazione Ambientale. La conferma arriva direttamente dalla Commissione Europea che nella risposta all'interrogazione dell'europarlamentare del M5S Affronte ha chiarito che la procedura di Valutazione Ambientale Strategica è necessaria (alleghiamo interrogazione e risposta).
 
Il Forum dell'Acqua e Nuovo Senso Civico già lo scorso 15 aprile avevano sollevato il caso, inviando una lettera al Ministero e a tutte le regioni italiane in cui si contestava duramente l'escamotage con cui il Ministero cercava di evitare la fase delle osservazioni pubbliche per il famigerato piano di incenerimento che prevede oltre dieci nuovio inceneritori di cui uno in Abruzzo. Addirittura, il Ministero sosteneva di non riuscire a calcolare gli impatti del Piano sull'ambiente. 

L'Espresso, con un'inchiesta curata da Paolo Fantauzzi, aveva dedicato un ampio articolo alla denuncia delle associazioni (http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/04/14/news/arrivano-dodici-nuovi-inceneritori-ma-per-il-ministero-non-c-e-impatto-sull-ambiente-1.260449) e, oggi dedica il terzo articolo alla vicenda (http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/06/08/news/inceneritori-bruxelles-smentisce-il-ministero-ci-vogliono-analisi-piu-approfondite-1.270272?ref=HEF_RULLO).
 

In un paio di ore Forum Acqua e Nuovo Senso Civico erano infatti riuscite a calcolare le emissioni aggiuntive provenienti dall'incenerimento di 8 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno (di cui 1,8 da mandare ai nuovi inceneritori). Si veda la nota allegata per i particolari.
La maggioranza delle regioni, tra cui Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Abruzzo, nel frattempo si sono schierate contro l'ipotesi ministeriale chiedendo di assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica il Piano ministeriale.
 
Inopinatamente l'ARTA si è schierata con il Ministero dell'Ambiente aprendo uno scontro con la Giunta Regionale e con gli uffici che si occupano dei rifiuti nella regione.
 

Ora arriva questa ennesima bocciatura direttamente da Bruxelles per Galletti e, in Abruzzo, Amicone.

 

Forum H2O e Nuovo Senso Civico ribadiscono che l'incenerimento produce solo nuovo inquinamento senza risolvere i problemi, visto che, oltre alle emissioni in atmosfera, rimangono anche le ceneri dei rifiuti bruciati da smaltire in discarica (pari al 20-30% della massa originaria).
 
La Direttiva Comunitaria 98/2008 pone l'incenerimento al quarto posto tra cinque opzioni nella gestione dei rifiuti. La direzione da intraprendere è quella della prevenzione, del riuso e del riciclo, attività che creano filiere locali che possono dare lavoro a decine di migliaia di persone, al contrario di quella promossa dalle 5-6 aziende "pro-inceneritori" che vogliono solo spartirsi il mercato italiano dei rifiuti.
 

Si allega la lettera inviata ad Aprile e rispota UE
 

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua 
3683188739
e-mail:segreteriah2oabruzzo@gmail.com

 

Ministero dell'Ambiente - Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it Commissione Europea – Rappresentanza in Italia COMM-REP-IT-INFO@ec.europa.eu e p.c. Ministro dell'Ambiente, segreteria.ministro@pec.minambiente.it Ministro dell'Ambiente, Segretariato Generale - segretariato.generale@pec.minambiente.it Ministero dell'Ambiente, Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche - dgtri@pec.minambiente.it ISPRA - protocollo.ispra@ispra.legalmail.it Istituto Superiore di Sanità - protocollo-centrale@iss.mailcert.it Componenti della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati - cam_ambiente@camera.it Componenti della Commissione Ambiente del Senato - comm08a@senato.it Regione Liguria - protocollo@pec.regione.liguria.it Regione Veneto - protocollo.generale@pec.regione.veneto.it Regione Friuli Venezia Giulia - regione.friuliveneziagiulia@certregione.fvg.it Regione Emilia Romagna - urp@postacert.regione.emilia-romagna.it Regione Toscana - regionetoscana@postacert.toscana.it Regione Marche - regione.marche.protocollogiunta@emarche.it Regione Lazio - protocollo@regione.lazio.legalmail.it Regione Abruzzo - presidenza@pec.regione.abruzzo.it Regione Molise - regionemolise@cert.regione.molise.it Regione Puglia - presidente.regione@pec.rupar.puglia.it. Regione Campania - ma.ferrara@regione.campania.it Regione Basilicata - gabinetto.presidente@cert.regione.basilicata.it Regione Calabria - capogabinettopresidenza@pec.regione.calabria.it Regione Sicilia - presidente@certmail.regione.sicilia.it Regione Sardegna - presidenza@pec.regione.sardegna.it Arpa Liguria - arpal@pec.arpal.gov.it Arpa Veneto - protocollo@pec.arpav.it Arpa Friuli Venezia Giulia - arpa@certregione.fvg.it Arpa Emilia Romagna - dirgen@cert.arpa.emr.it Arpa Toscana - arpat.protocollo@postacert.toscana.it Arpa Lazio - direzione.centrale@arpalazio.legalmailpa.it Arpa Marche - arpam@emarche.it Arta Abruzzo - sedecentrale@pec.artaabruzzo.it Arpa Molise - arpamolise@legalmail.it Arpa Campania - direzionegenerale.arpac@pec.arpacampania.it Arpa Calabria - direzionegenerale@pec.arpacalabria.it Arpa Sicilia - arpa@pec.arpa.sicilia.it Arpa Puglia - dir.generale.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it Arpa Sardegna - arpas@pec.arpa.sardegna.it OGGETTO: Piano nazionale di incenerimento - procedura di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica - Direttiva 42/2001/CEE - richiesta di esclusione dalla VAS - valutazione degli impatti - partecipazione del pubblico - opposizione. In relazione alla procedura in oggetto relativa alla fase di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica di un Piano nazionale di incenerimento dei rifiuti, avviata con la pubblicazione sul sito del Ministero del documento Rapporto Preliminare Ambientale relativo al Programma nazionale di impianti di incenerimento per rifiuti urbani ed assimilati si osserva quanto segue. Non vorremmo che il Ministero dell'Ambiente concepisca il suo ruolo quale mero supporto alle attività di soggetti privati, come le multi-utility coinvolte nel ciclo dell'incenerimento, e nel contempo dimostri di volersi sottrarre al pubblico confronto. Nel Rapporto Preliminare chiede, infatti, di non sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica il documento in esame, fase che prevederebbe la partecipazione del pubblico per 60 giorni. Si eviterebbe, così, quello che il Ministero pare considerare come un orpello, e, cioè, dover rispondere nel merito alle eventuali osservazioni provenienti dai cittadini. 

 

Consigliamo, però, di evitare di motivare tale intento con considerazioni che purtroppo non possiamo che definire grottesche. Arrivare a sostenere che "l'atto in esame non incida direttamente sulle componenti ambientali" e che "in tale sede non possano essere puntualmente determinati e calcolati effetti significativi d'impatto sull'ambiente" (pag.61), per un Piano che prevede di aumentare la capacità di incenerimento nazionale di 1.818.000 tonnellate/anno di rifiuti costruendo altri inceneritori, ci pare da un lato confermare la totale incapacità tecnica del Ministero di assicurare un minimo di tutela per l'ambiente e, allo stesso tempo, la dimostrazione della sua pervicace volontà di sottrarsi al confronto. Poiché è evidente l'approccio puramente strumentale del Ministero alla materia e alla procedura, ci limitiamo a produrre qualche esempio rispetto alle semplicissime modalità con cui si può smentire alla radice quanto sostenuto dal ministero e, cioè, se si può stabilire o meno quali sono gli effetti sull'ambiente (e sulla salute) del Piano in esame. Il documento "Le emissioni degli inceneritori di ultima generazione" dell'ARPA-Emilia Romagna (http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/moniter/quaderni/03_emissioni.pdf) a pag. 14 evidenzia che per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti si generano rifiuti secondari: solidi, costituiti da scorie e ceneri in misura complessivamente di circa 250÷300 kg; liquidi; aeriformi nella misura di circa 6.000 Nmc di fumi al camino. Quindi, prendendo in considerazione questi dati, il programma ministeriale comporterà: a)la produzione aggiuntiva di scorie e ceneri per oltre 450.000 tonnellate/anno da dover gestire come rifiuti; b)la produzione aggiuntiva di emissioni in atmosfera pari a quasi 11 miliardi di Nmc ai camini. Sul primo punto il Ministero nulla dice. Sul secondo aiutiamo, a questo punto, il Ministero a calcolare le emissioni aggiuntive di vari inquinanti derivanti dall'eventuale approvazione e realizzazione del Piano. Prima si prende il dato delle emissioni complessive. Poi si considerano i limiti per i singoli inquinanti contenuti nelle tabelle del D.lgs.133/2005. Si prende la calcolatrice e si moltiplicano i due fattori. Il Ministero potrà così dire a tutti gli italiani quante diossine, IPA, PCB, metalli ecc. farà immettere in più nell'aria ambiente in Italia. Per il mercurio, con il limite di 0,05 mg/Nmc di legge, moltiplicandolo per 11 miliardi (come detto i Nmc di emissioni previsti) ogni anno il Piano sarà responsabile dell'emissione sul territorio nazionale di 545 kg di mercurio in più. Stesso valore per il velenoso Tallio. Per le polveri, prendendo il limite di 10 mg/Nmc, arriviamo alla cifra di 110 tonnellate/anno di polveri immesse in atmosfera in più nel paese. Per gli ossidi di azoto oltre 2.000 tonnellate/a. Se consideriamo il limite per diossine e furani (0,1 ng/Nmc) arriviamo ad un grammo/anno di emissioni. E così via. Questi sono i risultati del calcolo prendendo in esame solo il surplus di incenerimento previsto dal piano di 1.818.000 tonnellate/anno rispetto alla capacità già presente. Il Ministero ha fissato in realtà, la quota complessiva di 8.390.760 tonnellate/anno considerata quale "obiettivo nazionale" del fabbisogno di incenerimento, senza considerare che tale quantità potrebbe essere abbattuta ricorrendo a tecniche già disponibili e seguendo la gerarchia dei rifiuti prevista dall'Unione Europea. Ovviamente, tenendo conto della quota complessiva di incenerimento prevista, i risultati relativi alle emissioni di inquinanti quadruplicherebbero per ciascun parametro. Il tutto in una nazione già sottoposta a plurime procedure di infrazione per il superamento degli standard di qualità ambientale per l'aria ambiente e dove muoiono oltre 30.000 cittadini all'anno proprio per l'inquinamento (senza considerare i danni economici derivanti dai vari blocchi della circolazione avvenuti questo inverno)!

Inoltre, facciamo notare che lo stesso calcolo può essere fatto per un gas clima-alterante come la CO2. Greenpeace, ad esempio, ha stimato che per ogni tonnellata di rifiuto incenerito si producono 0,8 tonnellate di CO2. Tra l'altro, questo tipo di combustione ha una scarsissima efficienza per produrre energia rispetto, addirittura, al carbone. Ovviamente il Ministero disporrà di dati ancora più precisi per effettuare il calcolo dell'aumento di gas clima-alteranti derivante dall'attuazione del suo Piano. Con i dati di Greenpeace la quota aggiuntiva di incenerimento provocherà emissioni per 1.454.000 tonnellate/anno di CO2 (tenendo conto dell'obiettivo nazionale complessivo di incenerimento, si arriva alla cifra di 6.712.000 tonnellate/anno). Non è questo un effetto sull'ambiente facilmente calcolabile? Invitiamo, quindi, il Ministero dell'Ambiente a ricordarsi delle originarie finalità istituzionali provvedendo ad attivare immediatamente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica completa al fine di garantire la possibilità per i cittadini di partecipare alle scelte che riguardano il futuro ambientale e sanitario del paese. Comprendiamo la difficoltà nell'esporsi al vaglio della critica considerato che l'incenerimento, nella gerarchia prevista dalla Direttiva 2008/98/CE, è al quarto posto su cinque opzioni, appena prima dello smaltimento in discarica e preceduta dalla prevenzione della produzione di rifiuti, dal riutilizzo di materia e dal riciclo. Per fare un esempio calcistico, sarebbe come doversi presentare ai tifosi prima del campionato sostenendo di avere come obiettivo il quarto posto su cinque. Un allenatore del genere sarebbe cacciato ancor prima di iniziare. Ovviamente, qualora non venga sottoposto a VAS il Piano, porremo in essere ogni ulteriore azione utile a ricondurre l'attività ministeriale nel solco di quanto previsto dalla Normativa comunitaria. Cordiali saluti Alessandro Lanci Presidente Nuovo Senso Civico Augusto De Sanctis Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua

 

RISPOSTA UE

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-003288/2016/riv.1

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Marco Affronte (EFDD), Laura Ferrara (EFDD), Marco Zullo (EFDD), David Borrelli (EFDD), Isabella Adinolfi (EFDD), Dario Tamburrano (EFDD) e Eleonora Evi (EFDD)

Oggetto:      Rapporto preliminare al programma nazionale sull'incenerimento dei rifiuti

Il rapporto preliminare al programma nazionale sull'incenerimento dei rifiuti presentato dal Ministero dell'Ambiente Italiano afferma che l'Italia ha bisogno di aumentare del 27% il materiale incenerito (ignorando che nei prossimi anni è chiamata a aumentare il riciclaggio almeno del 22%) e che ciò "non incide direttamente sulle componenti ambientali". Spiega anche che non è possibile sapere se ciò comporterà "il superamento dei livelli di qualità" dell'aria e conclude sostenendo che non c'è bisogno per tale decisione di sottoporre il programma a valutazione ambientale strategica (VAS).

Alla luce della direttiva 2008/98/CE e dell'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'UE, può la Commissione far sapere:

–     se ciò non contrasti con le direttive UE e non ribalti ingiustificatamente la gerarchia dei rifiuti di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE;

–     se ritiene che il programma vada sottoposto a valutazione ambientale strategica ai sensi degli articoli 2 e 3.2(a) della direttiva 2001/42/CE, a causa dell'impatto ambientale conseguente all'aumento di due milioni di tonnellate di rifiuti bruciati?

 

E-003288/2016

Risposta di Karmenu Vella

a nome della Commissione

(7.6.2016) 

 

 

La Commissione ha recentemente chiesto alle autorità italiane competenti informazioni relative alla questione della capacità di incenerimento cui fa riferimento l'onorevole deputato, la quale era stata sollevata anche nell'interrogazione scritta E-002713/2016[1].

 

Qualora il programma sull'incenerimento dovesse rientrare nel campo di applicazione della direttiva 2001/42/CE (valutazione ambientale strategica – direttiva VAS)[2], prima della sua adozione sarebbe necessaria una valutazione ambientale.

(neretto è nostro, ndr)

 


[1]

                    [1] http://www.europarl.europa.eu/plenary/en/parliamentary-questions.html

[2]

                    [2] GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.

 

 

Luoghi: