diniego di waste end alla conferenza dei servizi del 4 novembre 2015 citta metropolitana

 

Chivasso - Montanaro

CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO NON ACCOGLIE “WASTEND DUE”.

1. Giudicata pericolosa una nuova discarica sopra quella esistente e non bonificata.

2. Molte lacune e imprecisioni nel progetto dell’impianto di riciclo.

 

 

Mercoledì 4 novembre 2015 in conferenza dei servizi Città Metropolitana di Torino ha comunicato a SMC di non poter accogliere il cosiddetto progetto “Wastend DUE”. Per essere precisi, l’ente provinciale non ha accolto le “integrazioni” presentate in luglio dal proponente al primitivo progetto, denominato  allora e adesso “Centro integrato per il recupero di materiali di origine urbana ed industriale e valorizzazione di rifiuti non pericolosi denominato "Wastend, l'Officina del Futuro" Comune: Chivasso. Proponente: SMC SpA [gruppo WASTE – Kinexia]”.

 

Il progetto comprende un impianto di riciclo dei rifiuti e una discarica di 787.000 mc di volumetria (un milione nella prima versione). Nel sito ci sono già 4 discariche per circa 4 milioni di mc. Su due delle discariche sono in corso operazione di bonifica (“messa in sicurezza permanente”) che finora non hanno raggiunto i risultati attesi.

Della volumetria complessiva della nuova discarica compresa nel progetto Wastend, 200.000 mc sarebbero conferiti “da esterno” nei primi due anni per procurare alla società il cash flow necessario per cominciare dal terzo anno la costruzione dell’impianto di riciclo (così è scritto nel progetto). I restanti 587.000 mc proverranno dall’impianto come residuo o scarto  di lavorazione. La discarica verrebbe riempita in undici anni.

La parte più grande della nuova discarica (587.000 mc) sarebbe depositata sopra la esistente Chivasso 2 in corso di bonifica. Gli altri 200.000 mc sarebbero depositati nell’avallamento fra la stessa Chivasso 2 e la Chivasso 3.

 

 

Torniamo alla pronuncia di Città Metropolitana, che non ha accolto le integrazioni presentate dal proponente. Dal giorno del ricevimento del verbale della conferenza SMC avrà dieci giorni di tempo per opporsi e presentare le proprie controdeduzioni. Se lo farà, presumibilmente la dottoressa Paola Molina, responsabile del procedimento, convocherà una nuova conferenza dei servizi per esaminare le controdeduzioni medesime.

La normativa vigente (se ho capito bene cfr. D. Lgs. 152/2006 artt. 19-29), come ha spiegato Molina, non le consente di chiedere “integrazioni” al proponente per la seconda volta. La dirigente poteva solo accogliere o non accogliere quelle in esame. Ha scelto di non accoglierle.

 

Le ragioni le troveremo esposte con precisione nel verbale. Le critiche al progetto sono state molte, e ci sono volute sette ore di conferenza per presentarle tutte. Riguardano sia la discarica sia l’impianto di riciclo.

 

La nuova discarica sarebbe pericolosa

L’argomento più pesante è stato probabilmente quello illustrato all’inizio dal dottor Gian Luigi Soldi del Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche di Città Metropolitana: è pericoloso creare una discarica nuova al di sopra di una discarica preesistente, ancor più se quest’ultima è sottoposta a bonifica. Soldi si riferiva ai 587.000 mc di rifiuti che, in base al progetto Wastend, verrebbero depositati al di sopra della vecchia Chivasso 2, sulla quale sono in corso le operazioni di bonifica (“messa in sicurezza”). Operazioni che oltretutto non stanno affatto conseguendo i risultati attesi, come è emerso nella conferenza dei servizi apposita del 21 settembre 2015.  

Soldi ha appunto ricordato che è in corso una bonifica dell’area finalizzata a porre rimedio all’inquinamento delle acque sotterranee. A due anni dall’inizio delle operazioni di bonifica il battente del percolato resta troppo alto e Città Metropolitana e ARPA hanno manifestato preoccupazione e sollecitato la società a conseguire al più presto risultati soddisfacenti.

Soldi ha osservato che una discarica messa “sopra” quella esistente comporta rischi di cedimenti “differenziali” della seconda. I cedimenti possono spaccare il sistema di impermeabilizzazione sottostante la vecchia discarica, lacerare la geomembrana impermeabile, rompere lo strato di argilla: le sostanze contenute nel corpo della discarica potrebbero così penetrare nel terreno.

Ci sono rischi di cedimenti differenziali pure per la Chivasso 3, anch’essa interessata dal progetto Wastend: i restanti 200.000 mc della nuova discarica (la volumetria complessiva è 787.000 mc) verrebbero infatti depositati nell’avallamento fra la Chivasso 2 e la Chivasso 3 .

Una discarica, anche se chiusa, continua a “vivere” – ha sottolineato Soldi - per centinaia di anni con i suoi materiali organici ancora attivi: coprirla con altri e tanti rifiuti impedirebbe o renderebbe più difficile effettuare interventi che la tutela della salute potrebbe richiedere. Il tecnico ha concluso: se SMC vuole realizzare una discarica la faccia di lato o altrove ma non sopra.

 

Il sindaco di Montanaro Giovanni Ponchia ha immediatamente chiesto a Città Metropolitana di interrompere il procedimento, di chiudere seduta stante la procedura di valutazione di impatto ambientale, perché a suo avviso l’argomento di Soldi equivale a una bocciatura del progetto Wastend.

 

Gli interventi del sindaco di Chivasso

 

Il sindaco di Chivasso Libero Ciuffreda invece è intervenuto più di una volta per ribadire l’ambizione di realizzare a Chivasso “Wastend”, a suo parere un impianto ispirato alla strategia o filosofia “rifiuti zero”. Tuttavia, riconosciuta la pericolosità della discarica “di sopra”, il sindaco ha chiesto se è possibile realizzarla ugualmente riducendone drasticamente la volumetria.

Certo il sindaco non ha detto solo questo. Ha dichiarato che nemmeno al Comune di Chivasso piace la discarica così come la propone SMC. Che la discarica dovrà essere l’ultima. Che il Comune chiede alla Regione di togliere il sito di Fornace Slet dal piano regionale discariche. Che Città Metropolitana deve valutare se è opportuno effettuare una Valutazione di impatto sulla salute. Ma ha continuato a chiedere la discarica seppure ridotta di dimensioni. Ha continuato a chiederla di fronte ai tecnici di Città Metropolitana che gli ripetevano che sarebbe pericoloso farla.

 

Discarica: che succede dopo gli undici anni?

 

Il dottor Stefano Cerminara, collaboratore di Molina, ha rilevato una delle tante lacune del progetto. Il quale prevede che la discarica venga riempita in undici anni. Ma dopo questi undici anni l’impianto di riciclo dei rifiuti presumibilmente continuerebbe a funzionare almeno per un’altra decina di anni: dove finirebbero gli scarti di lavorazione? In un’altra discarica? E dove? Il progetto non lo chiarisce. Un altro tecnico ha precisato: vogliamo sapere fin d’ora da SMC se tra undici anni chiederà un ampliamento...

 

Le “molestie olfattive” arriveranno a Montanaro e a Chivasso

Un tecnico di Città Metropolitana è intervenuto sulla questione delle “molestie olfattive”. Una fastidiosa puzza c’è già ora, prodotta dalle discariche esistenti. Non è facile prevedere se e quanto fastidio sarà provocato per altri undici anni dalla nuova discarica. Ci aiuta a fare delle previsioni un documento della Regione Lombardia (una DGR del 2012 che non ho ancora avuto tempo di leggere): può darsi che  la puzza aumenti e può darsi che raggiunga il centro di Montanaro e Chivasso Nord. L’area delle discariche purtroppo si trova in un territorio urbanizzato: non ci sono solo le frazioni e le case sparse, ci sono abitati densi e popolosi quali sono i due Comuni.

Un dirigente dell’ASLTO4 ha osservato che la puzza non è solo una questione di fastidio al naso. Se è prodotta dall’ammoniaca è dannosa per la salute, perché l’ammoniaca si deposita.

 

L’intervento di l’ASL TO4 sulla Valutazione di impatto sulla salute

L’Asl di Chivasso non si è dissolta. Lo temevamo, perché l’azienda non aveva mandato nessuno alla conferenza dei servizi di settembre sulla bonifica. Non aveva nemmeno inviato un parere scritto. Eppure la bonifica è certamente una questione di salute. Nel 2012 il Comune fu infatti costretto a emanare la cosiddetta “ordinanza pozzi”: accertato l’inquinamento delle falde acquifere, vietava a una decina di famiglie l’uso a scopo idropotabile delle acque sotterraneo .

 

Mercoledì a Torino invece ASL c’era. Ha preso la parola un dirigente contrariato dal comportamento di SMC. Ha riferito - se ho ben compreso, altrimenti rettificherò una volta letto il verbale - di avere ricevuto pochi giorni prima dalla società una sorta di “valutazione di impatto sanitario”. Impresa impossibile, secondo il dirigente dell’azienda, senza i dati che solo l’ASL possiede e che non sono pubblici. Dati riguardanti la morbilità e la mortalità nel territorio. Senza questi dati non si può eseguire una valutazione ben fatta. I dirigenti di SMC avevano contattato l’ASL un paio di volte tempo fa. Poi più nulla. ASL li ha attesi invano, e ora riceve tardivamente un documento insoddisfacente.

Con le sue osservazioni il dirigente di ASL ha di fatto confermato l’opportunità di condurre una valutazione dell’impatto sulla salute prodotto dalla nuova discarica: il territorio è già compromesso, ci sono case e borghi a rischio, ci sono abitazioni a 60 metri dalle discariche esistenti...ASL presenterà un parere scritto.

 

ROGGIA CAMPAGNA: la questione del vincolo dei 150 metri di distanza

 

Hanno preso la parola anche i rappresentati del Consorzio irriguo roggia San Marco e roggia Campagna: Riccardo Barbero, Mario Cambursano, Emanuele Martellozzo. La roggia Campagna corre lungo le discariche: SMC scarica nella roggia l’acqua di seconda pioggia che cade sulle discariche medesime. E scaricherà anche quella che cadrà sulla nuova discarica del progetto Wastend.

La roggia Campagna è il più importante canale irriguo di Chivasso. Attraversa il territorio comunale in diagonale, da Nord-Ovest a Sud-Est, da Montanaro al Po vicino al confine con Verolengo. I coltivatori se ne servono per campi e orti.

Ancora una volta i dirigenti del Consorzio hanno chiesto quanta acqua e di che qualità sarebbe versata nella roggia una volta realizzata la nuova discarica. Dopo un batti e ribatti inconcludente, Barbero ha preteso chiarezza: insomma, ci fate sapere o no? Già l’acqua di seconda pioggia – ha ricordato il dirigente del Consorzio - ce la prendiamo noi nella roggia Campagna. E’ vero che quella di prima pioggia sarà avviata al depuratore di località Arianasso: ma poi il depuratore la riscarica nell’ultimo tratto della roggia San Marco, anch’essa gestita da noi e utilizzata per irrigare. Il Consorzio deve saper rispondere ai coltivatori che chiederanno: com’è l’acqua che ci vendete e che vi paghiamo?

E’ rimasta in sospeso l’annosa questione: roggia Campagna è acqua pubblica o no? Gli interventi di qualsiasi tipo, case fabbriche e discariche, devono rispettare la distanza di 150 metri dalla roggia oppure no? Dal 1933, regio Decreto n. 1775, la roggia, col nome esatto di Bealera di Chivasso e di Montanaro, è iscritta nell’elenco delle acque pubbliche al n. 169. Ma il Comune di Chivasso pretende che sia dichiarata non pubblica. Richiama ad ogni occasione una sentenza del TAR del 2001 che palesemente ha preso una cantonata.

In maggio la Giunta regionale ha adottato il nuovo Piano Paesaggistico. Deve ancora venire approvato dal Consiglio, ma per il momento è valido, come si dice è “in salvaguardia”, e SMC deve attenervisi. Il Piano impone la distanza dei 150 metri. Non è vero che il Piano non scenda “nei dettagli”, come ha sostenuto l’architetto Giorgio Giani coordinatore del progetto Wastend. Il Piano rinvia all’elenco del Regio Decreto dove la roggia c’è, comprende un catalogo dei beni tutelati dove la roggia c’è, rinvia alla legge 42/2004 art. 142 ecc. ecc., e fa obbligo di rispettare il vincolo di 150 metri.

Eppure in luglio il Comune di Chivasso ha chiesto alla Regione di eliminare dal Piano Paesaggistico questo vincolo di 150 metri proprio nel tratto di roggia lungo le discariche. Sapremo presto se l’ha spuntata. Le ragioni di questo accanimento del Comune di Chivasso mi sfuggono: paradossalmente il Comune vuole eliminare un vincolo che tutela il suo territorio e la salute dei suoi cittadini.

 

L’esame dell’impianto di riciclo.

Non sono ancora in grado scrivere un report dettagliato delle numerose critiche rivolte in conferenza all’impianto di riciclo. L’esame del progetto dell’impianto ha occupato gran parte delle sette ore effettive della conferenza. Molte osservazioni avevano un contenuto tecnico non facile da cogliere al volo prendendo appunti da parte di un non esperto. Cerco di completare questo rapportino il più presto possibile con l’aiuto degli altri ambientalisti presenti.

In sintesi, è ripetuto quanto avvenuto nella conferenza di gennaio scorso. I tecnici hanno nuovamente rilevato le molte lacune e imprecisioni del progetto, che pertanto allo stato attuale non può ancora definirsi un vero progetto.

 

 

 

Conclusione: Città Metropolitana non accoglie

Finiti gli interventi. La dottoressa Molina ha tratto le conclusioni e ha dichiarato di non poter accogliere il nuovo progetto, per essere precisi le integrazioni al progetto originario. I rappresentanti di SMC hanno espresso sorpresa e disappunto.

pm

(8 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

Altre info:

 

1. Protesta di comitati e cittadini chivassesi e montanaresi davanti alla sede di Città Metropolitana a Torino (mattina del 4 novembre 2015)

https://www.lastampa.it/2015/11/04/cronaca/difendiamo-la-terra-in-piazza-contro-la-nuova-discarica-di-chivasso-7LOyOYObwsM6jC9OXDvzYP/pagina.html

 

2. Articolo sulla bonifica in corso nell’area discariche di Chivasso

http://12alle12.it/chivasso-le-bonifiche-delle-discariche-sono-in-alto-mare-175483