Anche gli USA dichiarano che le biomasse non sono a impatto zero

Obama biomasse non hanno emissioni zero I: [biomass action network] White House rejects biomass as carbon neutral

Finalmente una scelta politica sulla questione riscaldamento globale con conseguenti cambiamenti climatici che va nella direzione giusta (v. in fondo), la Casa Bianca respinge l’idea che produrre elettricità con la combustione di biomasse legnose sia ad emissioni zero di CO2. Viene spiegato che questo concetto di ‘emissioni zero ‘ non ha una base scientifica valida e rispiegano che quando si bruciano biomasse legnose per produrre elettricità viene emessa più CO2 per kilowatt di quanta ne emette una centrale a carbone. I fautori delle biomasse sostengono che la CO2 verrà riassorbita con la ricrescita della foresta sfruttata, ma ci vogliono molti decenni per la ricrescita e nel frattempo le emissioni aggiuntive di CO2 causano ulteriore riscaldamento.

L’IPCC ci aveva informato che per tenere in futuro il riscaldamento sotto i 2°C considerati sostenibili (ma molti autorevoli scienziati  ci hanno spiegato perché sono troppi ad es. http://pubs.giss.nasa.gov/abs/ha08510t.html) cumulativamente non potremo emettere in atmosfera più di 2900 giga tonnellate di CO2 e ci aveva informato anche che le emissioni antropiche di CO2 nel 2011 erano già arrivate a 1900 di Gt,  quindi emerge con estrema chiarezza l’enorme importanza che rivestono i cosiddetti ‘carbon sinks ‘ i serbatoi di carbonio – tra cui oceani e foreste – che finora complessivamente hanno rimosso dall’atmosfera circa un 40% delle nostre emissioni, consentendoci un minimo margine di tempo in più per affrontare le necessarie riorganizzazioni industriali.

Se però esaminiamo quello che sta succedendo alle nostre foreste - che vanno  tutelate perché non abbiamo altri modi per rimuovere la CO2 dall’atmosfera – ci sono motivi di preoccupazione:

 

i cambiamenti climatici stanno producendo devastazioni di foreste http://www.ucsusa.org/global_warming/science_and_impacts/impacts/climate-change-impacts-rocky-mountain-forests.html#.VZ1AGocw_IU

È un Rapporto uscito nel 2014 dell’Union of Concerned Scientists che informa che a causa di  siccità e incendi boschivi e a causa di infestazioni da parte di insetti amanti del calore nelle Montagne Rocciose USA sono morti nell’arco di circa 10 – 15 anni decine di milioni di alberi, in particolare scrivono che l’area colpita dalle infestazioni di insetti si estende per 46 milioni di acri, un’ area grande quasi quanto lo stato del Colorado.

Non molto tempo fa avevo già segnalato lo studio sulla Foresta Amazzonica presentato in questo articolo del New York Times:

http://www.nytimes.com/2015/03/24/science/earth/amazon-forest-becoming-less-of-a-climate-change-safety-net.html?_r=0

Lo studio è durato 30 anni, hanno studiato alberi in 321 luoghi diversi dell’immensa Foresta Amazzonica, gli scienziati hanno trovato che in risposta all’aumentata concentrazione in atmosfera della CO2  inizialmente gli alberi hanno risposto con una crescita accelerata, ma in anni più recenti è successo che il metabolismo accelerato ha portato gli alberi ‘a morire più giovani ‘ adesso risulta  un dimezzamento della capacità fotosintetica rispetto agli anni ’90. Le morie sono comunque  state anche attribuite a siccità e a tempeste forti di vento e precisano che i dati sono relativi a parti della foresta Amazzonica non toccate dalle deforestazioni che pure ci sono.

Avevo anche già segnalato questo studio effettuato da ricercatori USA insieme alla Google, utilizzando 650 mila immagini da satelliti Landsat relative agli anni 2000 – 2012 hanno studiato i cambiamenti delle coperture forestali del pianeta, in estrema sintesi nel periodo citato a livello mondiale c’è stata una perdita di copertura forestale di 2,3 milioni di km quadrati , mentre l’incremento è di soli 0,8 milioni di km quadrati. La deforestazione è rappresentata in rosso,  gli aumenti di copertura forestale in blu

http://googleresearch.blogspot.it/2013/11/the-first-detailed-maps-of-global.html

Finalmente un leader che fa una scelta politica che va nella direzione giusta, dalla rete britannica Biomassactionnetwork

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