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Presto l'inceneritore brucerà di più, emettendo sempre maggiori veleni, grazie a Renzi & PD

L'inceneritore del Gerbido aumenterà i volumi di rifiuti bruciati, passando dalle 421mila tonnellate annue di oggi a 490-505mila, con un aumento del 20% circa.

Questo grazie al decreto "Sblocca Italia" di Renzi che "obbliga" (poverini!...) gli inceneritori a lavorare al massimo carico termico, ovvero a bruciare il più possibile, in deroga a tutti i vincoli ed autorizzazioni preesistenti.

TRM, la società privata che lucra sulla gestione dei rifiuti del torinese grazie al PD, ha chiesto quindi la revisione dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), e tale procedura è in corso negli uffici della ex Provincia, oggi sostanzialmente in mano ai burocrati di nomina politico-affaristica.

È evidente che più rifiuti vengono bruciati, maggiori sono i ricavi per TRM, e in questo caso sono stati valutati in 7 milioni i maggiori ricavi previsti, regalati ai finazieri amici del PD. Peccato che più rifiuti significa per ovvie ragioni matematiche più fumi e più inquinamento, senza ombra di dubbio.

Considerato il vasto raggio di ricaduta delle sostanze nocive e la contaminazione delle coltivazioni agricole, dei pascoli e dei prodotti lattiero-caseari, uova ecc., il danno sarà esteso a una vasta parte della Provincia e non -come qualcuno si illude e/o vorrebbe far credere- limitata ad un paio di chilometri. Le simulazioni dell'ARPA di qualche anno fa (tenute ben nascoste) evidenziano infatti effetti diretti delle ricadute su un raggio notevolmente più vasto, senza contare il trasporto dei prodotti agricoli che può portare diossine PCB ed altre "specialità locali" in giro per l'Italia ed il mondo.

Ovviamente il tutto avviene nel silenzio più totale delle istituzioni, della politica e dei media.

Parafrasando Primo Levi, se questa è una democrazia...

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