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Nuovo tentativo di costruire un inceneritore a Trecate (Novara)

1) PREMESSA  E  ANALISI  DELLE  ALTERNATIVE

1.0) Nel progetto in questione non appare alcuna analisi delle possibili alternative al progetto presentato. Questo fatto risulta oggettivamente sorprendente, in quanto deroga inspiegabilmente da una prassi consolidata da decenni a livello internazionale in tutti gli studi di fattibiltà relativi a progetti industriali e non solo industriali. Perché la ditta proponente presenta il progetto di un im- pianto da 15.000 ton/ anno e non, ad es., 15 impianti da 1.000 ton/ anno? E se non si costruisse a Trecate alcun impianto per rifiuti ospedalieri ( = opzione zero), che cosa succederebbe? Perché non è stata presa in considerazione la posssibilità di smaltire questi rifiuti in Piemonte, ad es. nell' inceneritore del Gerbido di Torino?

Beninteso, nell' analisi delle possibili alternative dovrebbe comparire l' analisi costi- benefici per ogni alternativa, analisi sulla base della quale la ditta proponente dovrebbe dimostrare che la soluzione presentata è la soluzione migliore tra tutte le alternative possibili.

Ovviamente, in questa analisi costi- benefici dovranno comparire, oltre ai dati tecnici e normativi, anche i dati economici, cioè il quadro costi- ricavi, gli investimenti previsti, oltre agli eventuali in- centivi pubblici.

1.1) Sembra che l'occasione per presentare questo impianto sia stata la chiusura dell' inceneritore di Vercelli, di capacità intorno a 2.000- 2.500 ton/ anno di rifiuti ospedalieri, dove venivano inceneriti i rifiuti ospedalieri delle provincie di Vercelli e Novara. L' inceneritore di Vercelli, come tutti sanno, ha cessato la sua attività da diversi mesi. Al momento attuale risulta che i rifiuti delle nostre zone vengano inceneriti in altri impianti, probabilmente anche al di fuori della nostra regione.  Non com- prendiamo la ratio, che dovrebbe stare all' origine di questo  megainceneritore di 15.000 ton/ anno, surdimensionato perfino rispetto alle esigenze della nostra regione. Ci risulta infatti che il totale dei rifiuti ospedalieri prodotti in Italia sia circa 150.000 ton/ anno, ciò significa che l' impianto proposto dovrebbe servire un bacino di circa 6 milioni di abitanti, addrittura più ampio dello stesso Piemonte. La pianificazione territoriale dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri è di stretta competenza della Regione Piemonte, sicuramente non è di competenza di un qualsivoglia operatore priva- to.

1.2) Date queste premesse, la logica dell' interesse pubblico vorrebbe che ogni provincia si limitasse a smaltire i propri rifiuti ospedalieri, questo allo scopo di evitare inquinanti e costosi trasporti di rifiuti, il tanto deprecato turismo dei rifiuti. Nel caso di Novara, ad es, sarebbe sensato ipotizzare un nuovo impianto per rifiuti ospedalieri di capacità 1.000 ton/ anno, e quindi non per 15.000 ton/a.

2) LOCALIZZAZIONE  DELL' IMPIANTO  PROPOSTO

Secondo i dati del Ministero dell' Ambiente del giugno 2014, S. Martino di Trecate è il luogo più esposto a rischi d' incidente industriale di tutto il Piemonte e uno dei più esposti a livello nazionale. Infatti a S. Martino di Trecate sono concentrati ben n. 9 stabilimenti R.I.R. ( Rischio Incidente Rilevante) secondo la Normativa Seveso. Considerando l' intera provincia di Novara, se c' è un luo- go sconsigliabile per l'installazione di nuovi impianti inquinanti, come è il caso dell' impianto in questione, questo luogo da escludere è proprio S. Martino di Trecate, vista anche la vicinanza di altri centri importanti, come Cerano, Romentino e, non ultima, Novara, distante soltanto dieci km da S. Martino. Dobbiamo sottolineare che al rispetto dei limiti di legge previsti per le emissioni dei singoli inquinanti, è necessario aggiungere il controllo di  altri due parametri: l' accumulo al suolo degli inquinanti e gli effetti sinergici degli inquinanti tra di loro, argomenti di cui non abbiamo trovato traccia nel progetto in questione. Poiché quella descritta è la situazione attuale di S. Martino di Trecate, le istituzioni pubbliche coinvolte nel caso in questione ( Comune di Trecate, Provincia di Novara, Regione Piemonte) devono prestare particolare attenzione sia alla pianificazione del territorio che alla tutela della salute pubblica.

Non vorremmo che la scelta di localizzare l' impianto in questione a  S. Martino di Trecate sia dovuta  al motivo assolutamente inaccettabile che  “ degrado chiama degrado,” cioè luoghi già inqui- nati possono tranquillamente venire ulteriormente inquinati senza grandi problemi con la popolazione residente locale.

3) QUALITA'  DELLA  MATERIA  PRIMA  DA UTILIZZARE

La materia prima dichiarata è  rifiuti ospedalieri di origine umana e animale, pericolosi a rischio infettivo, secondo i codici europei 18.01.00,  18.01.03*, 18.02.00, 18.02.02*.  Si tratta quindi di materiale dichiaratamente pericoloso, e quindi richiedente particolare cautela per il trattamento.

Il nodo fondamentale da sciogliere in via prioritaria è se trattasi di CSS ( combustibile solido secon- dario) o CDR( combustibile da rifiuti).

Nel primo caso il progetto è inammissibile, perchè i rifiuti ospedalieri non possono diventare CSS, in secondo luogo non possono essere bruciati in questo tipo di impianto. Infatti i CSS possono essere bruciati soltanto nei grandi cementifici ( capacità > 500 ton/ giorno di klinker) o nelle grandi centrali termoelettriche ( capacità > 50 MW). Vedasi a questo proposito il DM n.22 del 14.02. 2013.

Siamo quindi al secondo caso: si tratta allora di capire se i rifiuti ospedalieri possono essere clas- sificati CDR.Se anche in questo secondo caso la risposta dovesse essere negativa, il progetto sarebbe da respingere in via preliminare. 

4) GARANZIE  SULLA  DISPONIBILITA'   DELLA  MATERIA  PRIMA  NECESSARIA

Quali sono le garanzie che saranno disponibili 15.000 ton/ anno delle materie prime dichiarate ?

A fronte di questa necessità, i proponenti dovrebbero allegare contratti con i fornitori della materia prima, o quanto meno relative lettere d' intento. In questo secondo caso le forniture di materia prima dovrebbero riguardare almeno 30.000 ton/ anno, perché, ovviamente, non tutte le lettere  d' intento diventano poi contratti di fornitura. In mancanza di queste garanzie, si delinea il rischio di carenza di materia prima e quindi la necessità di utilizzare altre eventuali e anche problematiche materie pri-  me in sostituzione parziale o totale della materia prima prevista nel progetto. 

5) TRATTASI  DI  IMPIANTO  COGENERATIVO ?

Le questioni sono due: 1)in Italia abbiamo sovra-capacità produttiva nelle centrali termoelettriche. Abbiamo realmente bisogno di costruire nuove centrali a combustione?  2)l' impianto in questioneviene presentato come impianto “ cogenerativo”, perchè produce olio diatermico. Ma questo olio diatermico verrà realmente fornito a qualche utilizzatore, oppure verrà soltanto riciclato all' interno del processo? A quali utilizzatori verrà fornito? Quanto olio diatermico?

Questa questione della cogenerazione ci sembra importante, perchè pensiamo che ad essa sia su- bordinata la concessione di eventuali incentivi pubblici.

6) PROPONENTI

Domanda di merito: essendo la società proponente una S.r.l. con capitale sociale di 10.000 €( eguale al minimo di legge), come può una società così piccola fare fronte ad un investimento di svariati mi- lioni € ( quanti?). Come può fare fronte alle varie fidejussioni e assicurazioni? Quali garanzie una società di queste dimensioni può fornire alle istituzioni pubbliche di essere in grado di fare fronte alla costruzione e alla gestione di questo impianto?

Queste domande andranno rivolte principalmente al Comune di Trecate durante la sua partecipazione alla prossima Conferenza dei Servizi dedicata al progetto in questione.

7) BILANCIO  DI  MASSA  DEI  PROCESSI  CHIMICI

In via preliminare leggiamocon stupore nella relazione tecnica del progetto: “ Tutti i dati e i dispositivi descritti in questa relazione non sono vincolanti” ( v. rev. 04- par. 4.0 varie)

Analoga perplessità nasce nel lettore dal fatto che manca il bilancio di massa dei processi chimici. In particolare mancano le portate delle MASSE uscenti dall' impianto: polveri, vapore, altre masse solide ( metalli, ecc.). Le ceneri vengono quantificate in 3.000 ton/ anno, cioè il 20 % della materia prima entrante, che sembra abbastanza poco. Dove verranno trasportate queste ceneri? Non viene detto. Le emissioni gassose vengono dichiarate in 480.000 Nm3/ giorno su 24 ore. A quante tonn/ giorno corrispondono? Da quali reazioni chimiche provengono queste emissioni?

8) EMISSIONI  GASSOSE

Le emissioni gassose vengono descritte ma non vengono quantificate. In particolare non vengono quantificati gli inquinanti: diossine, furani, IPA, HCl, HF, ecc., vengono soltanto riportati i valori limite di legge. Non si tiene conto dell' inquinamento di fondo. Nella relazione si scrive espressamente che si tratta di una verifica preliminare che PUO' essere completata solo dopo avere acquisito un VALIDO SET di dati orari completi delle concentrazioni di fondo ANTE OPERAM  e avere verificato l' eventuale incremento drl numero di superamenti, che già adesso sono CONCLAMATI.

9) CONSUMI  D' ACQUA  E  TRATTAMENTO  ACQUE  REFLUE

Il consumo d' acqua dichiarato è di 680 m3/ giorno. Un consumo enorme, quale ad esempio quello di una tintoria tessile. Tutta quest' acqua serve per lavaggi e per la torre di raffreddamento della centrale termica. Quest' acqua verrà prelevata quasi tutta dalla prima falda freatica, in minima parte dall' acquedotto comunale. Domanda: questo grande prelievo è compatibile con la realtà circostante: altre aziende, abitazioni? Le acque reflue sono 15 m3/ h, cioè circa la metà dei 680/ 24 = 28 m3/ h prelevati.

Questi 15 m3/ h, pari a circa 4 l/ sec, verranno versati alla temperatura di 30- 40 °C nella fognatura comunale. Due questioni: 1) il trattamento di queste acque reflue non risulta essere completo nella parte chimica; 2) la fognatura comunale sarà in grado di ricevere questa portata così rilevante?

10) NUOVI  POSTI  DI  LAVORO  PER  I  TRECATESI ?

Questo tema è forse l' unico argomento d' interesse pubblico, che può giustificare questo nuovo im-pianto agli occhi degli amministratori e dei cittadini del Comune di Trecate.

Il progetto prevede per questo nuovo impianto 15- 20 addetti. Trattandosi di un impianto tecnologico, che richiede quindi personale qualificato, e non avendo purtroppo a disposizione il dettaglio delle qualifiche professionali richieste, la domanda ovvia è la seguente:  quanti dei suddetti nuovi posti di lavoro potranno essere presumibilmente messi a disposizione dei cittadini trecatesi?

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