Modena rinuncia ad ampliare l'inceneritore

Inceneritore: Hera rinuncia alla terza linea

Era autorizzata, ma la multiutility ha deciso di non procedere al potenziamento Finisce una polemica durata anni, vincono i comitati. Sabattini: merito nostro

MODENA. Il termovalorizzatore di via Caruso rimarrà quello attuale, con la sola linea attiva oggi esistente. Non sarà potenziato. Si chiude così una "battaglia ambientalista" durata anni. E si chiude, per chi si è battuto con Hera e con le amministrazioni comunale e provinciale, nel migliore dei modi. Per la politica, invece, cala il sipario su una vicenda che ha diviso, a tratti imbarazzante e sempre causa di emorragia di consensi a sinistra.

La clamorosa svolta è stata comunicata da Herambiente spa con una lettera alla Provincia, in cui si esprime ufficialmente la rinuncia a realizzare la terza linea dell'impianto prevista nell'autorizzazione della Provincia. Una scelta, quella della multiutility, che non era scontata. «Il gestore, inoltre - spiega l'amministrazione provinciale - presenterà nei prossimi mesi un programma definitivo di assestamento dell'area impiantistica in oggetto». Una retromarcia che arriva dopo un netto cambio di rotta - almeno a livello comunicativo - deciso dalla Provincia dopo il caso "determina di Ferragosto".

Era il 2013, con la città svuotata e vacanziera, quando venne rilasciato dagli uffici di viale Martiri un documento che "promuoveva" l'impianto di via Caruso da inceneritore a termovalorizzatore. Era una questione tecnica, contestatissima, che venne letta - in prospettiva - come un via libera a bruciare rifiuti provenienti anche da fuori regione.

È in quei giorni che, investita dalla polemica, la Provincia cambia nettamente linea. Dichiarazioni tranquillizzanti, assicurazioni che Hera non "importerà" rifiuti, invito alla Regione a modulare il Piano rifiuti evitando di considerare Modena come una pattumiera. In pratica, quello che avevano sempre chiesto i comitati cittadini contro l’impianto. È una loro vittoria? Per Emilio Sabattini, presidente della Provinvcia, no: «È la conferma ufficiale - dichiara - di quanto avevamo già annunciato in passato. Si tratta della conseguenza procedurale di una scelta politica chiara e responsabile, assunta già più di un anno fa e ribadita più volte».

In sostanza, oggi la capacità dell’impianto di Hera è sufficiente a bruciare i rifiuti prodotti nel territorio modenese. E la situazione dovrebbe restare questa, senza quella linea in più che per funzionare avrebbe dovuto incenerire gli scarti “forestieri”.

“Sulla base dei dati dell'Osservatorio provinciale, relativi al 2013 - sottolinea la Provincia - emerge che delle oltre 182mila tonnellate (erano 191 mila nel 2012) raccolte in modo indifferenziato, quasi 121 mila tonnellate (pari al 27,3 per cento del totale dei rifiuti urbani prodotti) sono finite nel termovalorizzatore di Modena; circa cinque mila tonnellate (pari all' 1,2 per cento del totale) all'impianto di selezione e biostabilizzazione di Carpi e il resto, circa 56mila tonnellate (pari al 12,7 per cento del totale) è finito nelle quattro discariche attive nel 2013 nel modenese: Carpi e Mirandola (Aimag), Finale Emilia (Feronia) e Zocca (Hera)”

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2014/09/10/news/incene...

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