Inceneritore Parma: Comune chiede 1 milione a Iren. Il caso al Tar

Inceneritore: Comune chiede 1 milione a Iren. Il caso al Tar

Il Comune di Parma ha chiesto ad Iren Ambiente di pagare poco più di un milione di euro a titolo di contributo di costruzione per la realizzazione del Polo dei rifiuti di Ugozzolo, dove è stato costruito anche l’inceneritore. Iren rifiuta e si accende l’ennesima diatriba legale fra Piazza Garibaldi e quella che è stata la sua società di servizi.

Sul permesso di costruzione del termovalorizzatore di Parma si sono combattute lunghe battaglie legali, dopo che il Comune aveva affermato – quando sindaco era Pietro Vignali – che il titolo mancava e la costruzione abusiva. Affermazioni smentite dai giudici, che hanno riconosciuto un’implicita licenza edilizia nelle autorizzazioni al complesso da una apposita conferenza dei servizi. Iren ha anche provato a chiedere 26 milioni di euro di danni per il tempo perso a causa di questa querelle. Adesso è però il Comune a pretendere soldi: se il permesso è stato dato, non sono però stati versati gli oneri di legge. Il Comune ha chiesto ad Iren di saldare 1.054.275,50 euro.

Iren sostiene però di non dovere nulla. Ha già pagato le opere di compensazione previste nella solita conferenza dei servizi e non vuol neppure pensare di doverci metterci un altro milione. Così ha impugnato la richiesta del Comune davanti al Tribunale amministrativo. Nei prossimi giorni i giudici di Piazzale Santafiora affronteranno la questione. Il Comune si è costituito parte civile e cercherà di sostenere le sue ragioni.

Intanto, sempre il Comune ha deciso di costrituirsi anche in un altro ricorso al Tar di Iren sempre legato all’inceneritore. Come già detto nelle scorse settimane (LEGGI QUI), Iren ha impugnato una diffida della Provincia, che contesta alla multiutility di aver portato ad Ugozzolo per essere bruciati carichi di rifiuti provenienti da fuori Parma, cosa espressamente vietata nell’autorizzazione del Paip. Iren sostine che quelli contestati non sono rifiuti importati: vengono sì da aziende di altri territori, ma sono stati “lavorati” al Cornocchio e quindi a detta di Iren sono diventati parmigiani. Una questione per nulla secondaria. Passasse la tesi di Iren, nell’inceneritore di Parma potrebbero arrivare rifiuti da tutto il mondo, basta che prima sostino al vicino impianto di selezione del Cornocchio. Il Comune intende opporsi con ogni mezzo alla versione di Iren in questa causa importante per la salute dell’aria che respirano i suoi cittadini.

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