Pirogassificatore nel comune di Palazzo Canavese

Purtroppo è arrivata la sentenza del Tar Piemonte  a meta dicembre 2014 che condanna sia il comune che il comitato e li condanna al pagamento delle spese a favore di Serraenergy

La ditta però non è riuscita a resistere alla stretta economica della crisi, ha provato a prorogare la scadenza dei lavori ma la Provincia di Torino con un soppraluogo ha verificato che niente era stato fatto e ha cassato direttamente il progetto. 

Il ritardo causato dalla mobilitazione dei cittadini, che ha portato il comune a fare marcia indietro bloccando i lavori per la mancanza di documenti progettuali finendo in giudizio fino al Tar Piemonte, è stato determinante per vincere la battaglia.

 

 Resoconto di quei giorni.

Vi aggiorno su un argomento scottante che in queste ultime settimane è venuto  alla ribalta e che, causa la sua particolare natura impattante sul territorio, abbiamo seguito con attenzione.

Stiamo parlando dell’ennesimo Pirogassificatore piovuto sul territorio Piemontese, l’altro lo intendono costruire ad Andorno Micca nel Biellese.

 

Un privato, la Serra Energy di Biella, intende costruire e avviare un pirogassificatore all’interno del centro abitato del comune di Palazzo Canavese, coinvolgendo loro malgrado i cittadini locali e dei comuni limitrofi a seguito dell’aumento degli inquinanti e disagi vari, senza procurare loro il ben che minimo beneficio. Il Consigliere di maggioranza di Palazzo Dario Lesca, attivista di Ivrea 5 Stelle e componente del comitato NO PIRO, già impegnato a contrastare la costruzione di un impianto Borgofranco d’Ivrea, nelle settimane scorse appena venuto a conoscenza dell’imminente avvio dei lavori ci ha subito contattati in modo da studiare tutti assieme il progetto dell’impianto e la correttezza dell’iter burocratico e, considerate le numerose criticità del progetto, valutare possibili azioni per fermarlo.

La questione è emersa alcune settimane fa a seguito della variazione e riattivazione di un vecchio progetto del 2011, apparentemente destinato all’abbandono, ma che a seguito di una ristrutturazione dell’azienda committente, la Serra Energy, ha ripreso vigore e per il quale nei primi mesi del 2014 sono state presentate le procedure di inizio lavori, fortunatamente ad oggi non ancora complete.

 

Da una attenta analisi del progetto e di tutto l’iter burocratico sono emerse una serie di incongruità e omissis allarmanti. Come anche avvenuto a suo tempo a Borgofrango e ultimamente ad Andorno Micca, tutta la fase di raccolta informazioni, definizione del progetto, e avviamento lavori è avvenuta in “sordina” e in totale assenza di confronto pubblico, in certi casi è mancato addirittura il confronto all’interno della stessa maggioranza. I cittadini e alcuni amministratori sono venuti a conoscenza del progetto quando ormai i giochi erano fatti e non era più possibile esprimere la propria opinione o fornire suggerimenti utili e migliorativi. Per quanto riguarda le immissioni, la materia prima trattata e pirogassificata, l’impianto di Palazzo è alquanto diverso da quello che si intende sperimentare a Borgofranco. In quest’ultimo vengono immessi nel processo di pirolisi materiali provenienti da scarti industriali, mentre in quello di Palazzo (come anche quello di Andorno Micca) si immette, come indicato nel progetto, “cippato legnoso locale”. Anche in questo caso però sono presenti alcune importanti criticità che ci teniamo ad evidenziare. Non esistono studi concreti sulla disponibilità “locale” della quantità di legname necessario al fabbisogno quotidiano della centrale, ossia circa 28.000 Ton./anno, pari a 70 Ton./gg (due camion al giorno!). Inoltre l’impianto di Palazzo, non effettuando la raccolta del legno ne la produzione del cippato ad esso necessario, si dovrà procurare “localmente” tramite un fornitore esterno questa materia prima. Al momento non è ancora noto chi fornirà il cippato, e soprattutto non è affatto chiaro quale tipo di legna sarà trattata da questo fornitore. Noi crediamo sia fondamentale conoscere questi dettagli, per evitare che, come accada già per altre materie prime, anche questa venga importata da zone “diversamente locali”. Ma veniamo alla questione dolente delle emissioni prodotte e degli scarti da smaltire dell’impianto, ovvero le ceneri derivanti dalla pirolisi, le acque di lavaggio dei gas, i fanghi sedimentati contenenti Furani e Catrame, i filtri di scarico dei 5 motori e soprattutto i fumi rilasciati nell’aria dai motori. Questi impianti sono grandi produttori di inquinamenti “a norma di legge”. Ossia, gli inquinanti emessi ci sono, ma stanno al di sotto di parametri stabiliti dalla legge valutati a campione e verificati di tanto in tanto dall’ARPA. Inoltre una serie di inquinati altamente pericolosi, dannosi per la salute e innegabilmente emessi da questi impianti non possono essere misurati e quindi non vengono controllati. Parliamo delle Nano Particelle, Pm<10 e Pm<2,5, di cui la loro pericolosità è ormai nota e segnalata da parecchi dottori e pediatri, soprattutto per le donne in stato di gravidanza, i neonati e i bambini, consigliamo la visione a tal proposito del film “Sporchi da Morire”, proiettato al pubblico recentemente dal comitato NO PIRO. Tutti questi elementi nocivi immessi nell’ambiente del nostro territorio vanno ad aggravare ulteriormente una situazione di inquinamento già di per se critica, violando palesemente il Decreto Legge 155/2010 che impone di “… mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi …”.

 

 

Più chiaro di così! E nel caso di Palazzo, come in tutti gli altri casi analoghi dei dintorni, questa semplice “regola di buon senso” che ci “suggerisce” di ridurre, o quantomeno di evitare di aumentare, l’inquinamento viene puntualmente disattesa in onore del profitto di aziende private e a discapito del bene pubblico, l’ambiente e i cittadini. Ne è la riprova proprio il Pirogassificatore di Serra Energy a Palazzo: oltre agli inquinamenti sopra indicati e ai profitti di Serra Energy (anche grazie agli incentivi che noi tutti contribuiamo a sborsare), nulla produce per la comunità di Palazzo Canavese.

 

Tutti questi dubbi, obiezioni e richieste di chiarimenti saranno discussi e valutati Martedì 18 Marzo alle 19:30 in un consiglio comunale indetto dall’amministrazione di Palazzo Canavese. Noi ci saremo, e come sempre vigileremo

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