La Corte dei Conti del Piemonte si pronuncia in favore delle aziende pubbliche

Dopo la mazzata del TAR Piemonte, alla quale stiamo reagendo (vi aggiorneremo a breve), arriva la buona notizia della pronuncia della Corte dei Conti che porta un bel contributo alla nostra iniziativa di trasformazione di SMAT SPA (e delle SPA idriche italiane)  in Aziende Speciali di diritto pubblico: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2014/delibera_2_2014_qmig.pdf

Ricorderete che il Comitato Acqua Pubblica di Torino, di fronte all’inerzia di Comune e Provincia di Torino nell’applicare l’esito referendario,  nel 2012 aveva raccolto migliaia di firme a sostegno di due delibere di iniziativa popolare,  depositate al Comune e alla Provincia, per la trasformazione di SMAT SpA, la nostra azienda dell’acqua, in Azienda Speciale.

Le maggioranze di centro-sinistra non hanno gradito e hanno tergiversato per oltre un anno, finché:

- il 4 marzo 2013 il Consiglio comunale di Torino ha deliberato “l’avvio della trasformazione …” subordinandola però a una serie di verifiche di fattibilità chiaramente pretestuose come abbiamo sempre evidenziato in ogni occasione utile. http://www.comune.torino.it/consiglio/documenti1/atti/testi/2012_06418.pdf

La prima verifica riguardava gli aspetti giuridico-amministrativi della trasformazione, con gli Uffici tecnici del Comune incaponiti ad affermare che “la legge nol consente”.

La pronuncia della Corte dei Conti viene ora a togliere di mezzo questo macigno posto sulla strada della trasformazione.  Il 13 febbraio 2014 è convocata la VI Commissione consiliare per verificare se il PD escogiterà altri ostacoli al rispetto della volontà popolare espressa dal Referendum.

- Il 23 luglio  2013 invece il Consiglio provinciale di Torino ha approvato una deliberazione di iniziativa consiliare, promossa dal capogruppo PD http://www.provincia.torino.gov.it/attiweb/consiglio/2013/20130723/2013_29158.pdf,  che – sostenendo l’impossibilità giuridica della trasformazione -  ha bocciato la nostra proposta e spacciato per adeguate risposte all’esito referendario due modifiche inconsistenti allo Statuto di SMAT: Modifiche che sono state prese per buone dalla maggioranza dei 286 Comuni Soci di SMAT che dovrebbero quindi procedere alla loro approvazione.  MA… il Comitato Acqua Pubblica di Torino li ha tutti avvertiti della cantonata che stavano prendendo e alcuni Comuni hanno già rettificato il tiro approvando invece una delibera che sostiene la trasformazione di SMAT  Azienda Speciale (così  finora i Comuni di Busano, Nichelino, Villar Focchiardo, Villar Dora e Rivalta). Altri Comuni seguiranno nel prossimo futuro.

Li stiamo comunque informando tutti della pronuncia della Corte dei Conti, sollecitandoli a deliberare la trasformazione di SMAT in Azienda Speciale.

E’ chiaro a questo punto che la decisione dei 286 Comuni SocI SMAT, a partire dal Comune di Torino, è squisitamente politica, non potendo più invocare presunti e inesistenti impedimenti di legge.

Ma non trascuriamo di chiedere conto agli autori dei pareri negativi, errati e fuorvianti, che hanno tratto in inganno consiglieri provinciali e comunali, pareri suffragati da pareri legali costati fior di quattrini ai cittadini contribuenti con aggravio della spesa pubblica. In tal senso abbiamo già interpellato i Presidenti della Provincia e del Consiglio provinciale di Torino.

Tutto questo lavoro rivolto alle istituzioni sta rivelando situazioni allarmanti per la democrazia

  • i consiglieri comunali sono all’oscuro di tutto e troppi non sono nemmeno interessati a sapere
  • i consigli comunali non esercitano così nemmeno i residui poteri di indirizzo e controllo sulle aziende partecipate, concessi loro dalla legge (Art. 42 L.267/2000 del quale molti ignorano persino l’esistenza),
  • le giunte comunali non stanno molto meglio e si affidano totalmente ai Consigli di Amministrazione delle partecipate, per cui le scelte dell’organo politico sono dettate dai Consigli di Amministrazione (SMAT gli prepara addirittura le delibere)
  • Lo stesso dicasi per il ruolo di gestione  (?!?) dell’ATO 3 ma non vi voglio annoiare oltre.

A grande merito del Movimento dell’Acqua va comunque riconosciuto l’ aver riportato  un soffio  di democrazia all’interno degli Enti Locali e di aver acquisito conoscenze ed esperienze indispensabili per dare spessore alla proposta di “gestione partecipativa” qualità inscindibile dal concetto di Bene Comune.

Persino II Sole-24 Ore ci dà ragione.
Leggete qui http://www.ilsole24ore.com/art//2014-02-03/la-spa-puo-diventare-azienda-speciale-064218.shtml?uuid=ABdIP5t

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