Pro Natura e CARP esprimono la propria posizione sul disegno di legge Del Rio di abolizione delle Province

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Pro Natura Torino onlus, riunitosi in data 13 gennaio 2014, dopo ampia discussione ha approvato il seguente

ORDINE DEL GIORNO

Premesso che:

  • Nel Paese è in atto una trasformazione del sistema delle Autonomie Locali, largamente frutto di spinte demagogiche, che prevede la soppressione degli organi elettivi delle Province (che sarebbero trasformate in enti di secondo livello simili ad "assemblee dei Sindaci"), lo svuotamento delle loro funzioni fondamentali e, nelle maggiori aree urbane del Paese tra cui il Torinese, la creazione delle Città Metropolitane, a loro volta enti di II livello;
  • Attualmente alle Province sono demandate funzioni pianificatorie, gestionali e di controllo in campi come la programmazione degli usi del territorio, la tutela delle risorse naturali (quali aree protette, fauna, flora e reti fluviali) e più in generale dell'ambiente;
  • Tra gli scopi statutari di Pro Natura rientrano certamente queste funzioni, e i mezzi per perseguirle non possono prescindere dal confronto continuo con le autorità locali; inoltre, come associazione portatrice di interessi diffusi, Pro Natura è sensibile e interessata alle riforme che toccano direttamente aspetti di democrazia basilari per il Paese;

Per i motivi suesposti, Pro Natura intende esprimere la propria posizione in merito al progetto di legge noto come Ddl Del Rio (già approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato).

  • In una fase di crisi economica e di valori come quella attuale è prioritario indirizzare l'economia e lo sviluppo del Paese verso una maggiore sostenibilità ambientale e del territorio, basata sullo sviluppo di energie rinnovabili, sulla tutela del paesaggio, del suolo e della biodiversità, sul contrasto al cambiamento climatico e sulla riduzione dell'inquinamento;
  • ogni tipo di riforma istituzionale deve tendere a collocare le funzioni amministrative al giusto livello territoriale e deve essere rispettato e stimolato il diritto democratico della popolazione a esprimere i propri rappresentanti e a intervenire nelle scelte che si fanno sui territori;
  • al tempo stesso è diffusamente avvertita nella popolazione, e da noi totalmente condivisa, l'esigenza di una riduzione dei costi amministrativi e politici da ottenersi riducendo sprechi, operando sinergie, semplificando le procedure, senza che questo si traduca in un abbassamento dei servizi ai cittadini o delle tutele per l'ambiente e per la salute;
  • l'esperienza diretta di Pro Natura Torino ha dimostrato negli anni come, su un territorio caratterizzato da un capoluogo e una cintura fortemente urbanizzati e da territori montani, collinari e caratterizzati da un alto numero di Comuni di ridotte dimensioni, l'ente di area vasta – sinora identificato nella Provincia – ha svolto un ruolo insostituibile nel coordinamento delle politiche, in particolare di quelle urbanistiche e di tutela del territorio e dell'ambiente; questa valutazione prescinde dal merito delle singole scelte effettuate in questi anni, su alcune delle quali, come TAV, inceneritore e tangenziale Est, è noto e confermato il totale dissenso di Pro Natura;
  • in particolare l'adozione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino consente finalmente di cominciare a vedere un'inversione di tendenza rispetto all'andamento degli ultimi 20 anni, caratterizzato dal consumo di suolo per realizzare nuove urbanizzazioni, spesso inutili o sovradimensionate; questa scelta è stata possibile anche grazie alla relativa indipendenza della Provincia dalle logiche particolaristiche dei singoli Comuni;
  • si assiste inoltre in questi anni, come hanno dimostrato la riduzione e poi l'abolizione delle Comunità montane e la contrazione degli Enti gestori delle aree protette, a una preoccupante restrizione di tutti quegli organi espressione di istanze dirette dei territori e dei cittadini e, in nome della riduzione dei costi, si eseguono operazioni di accentramento delle scelte verso pochi centri decisionali: il ddl Del Rio conferma questa tendenza e rafforza l’illusione che i Comuni da soli possano far fronte a rilevanti funzioni amministrative spesso esorbitanti dalle loro effettive capacità;
  • si segnala il rischio di caos amministrativo che ci creerà se un terzo dei Comuni aventi diritto non aderirà alla Città Metropolitana: resterà comunque un Ente simile alla Provincia, con moltiplicazione di Enti e funzioni, nonché di costi;
  • si rileva anche come, volendo perseguire una vera riduzione dei costi e degli appesantimenti burocratici, si sarebbe dovuto affrontare il tema includendo da subito una riforma delle Regioni;
  • Pro Natura esprime anche la preoccupazione che il personale delle Province possa rischiare il posto di lavoro o disperdere le professionalità acquisite, preziosi punti di riferimento anche per il territorio e il mondo dell'associazionismo;
  • Pro Natura apprende preoccupata che la Camera dei Deputati ha cancellato la tradizionale funzione di tutela ambientale affidata alle Province, al momento non riassegnata ad alcun Ente, lasciando l'incertezza su chi gestirà un'attività così importante e delicata per il Paese;

Nel complesso quindi Pro Natura, rispetto al ddl Del Rio in discussione al Senato e ai suoi successivi sviluppi:

  • ritiene che la riforma debba prevedere un ente che si occupi delle funzioni di area vasta – tra cui quelle che riguardano gli scopi statutari dell'associazione, come ambiente, aree protette, tutela della fauna e della folora, pianificazione territoriale, urbanistica, protezione civile – che non possono essere lasciate ai Comuni, pena la perdita di efficacia e l'aumento dei costi;
  • invita il Parlamento a conservare nelle città metropolitane e negli enti di area vasta quegli elementi democratici che consentano di dare voce ai territori marginali e alle istanze dei cittadini; esprime contrarietà a progetti di accentramento di tutte le decisioni e del potere in capo ai grandi centri urbani del Paese o di neocentralismo statale o regionale;
  • esprime allarme e preoccupazione per la scomparsa della funzione di tutela ambientale da quelle assegnate dal ddl Del Rio alle Province, e chiede quindi al Senato di ripristinarla;
  • invita forze politiche e istituzioni a tutelare, in accordo con le organizzazioni sindacali, il personale che lavora nelle Province e la sua professionalità.

Torino, 17 gennaio 2014.

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