Brescia si solleva contro l'inceneritore

Nel mirino A2A. Prima l'inceneritore, poi la sede di via Lamarmora per una summa di problemi, dall'ambiente alle bollette, contro cui far esplodere «la rabbia metropolitana». Schieramento di polizia, carabinieri, polizia municipale, momenti di forte tensione riportati alla calma. Mobilitati i comitati riuniti nella Rete Antinocività, i gruppi antisfratto e gli studenti. È stata una mattinata calda quella di ieri con la manifestazione «Brescia si solleva», in concomitanza con altre nel Paese «per una settimana di lotta sui temi dell'emergenza sociale». «Prima grande opera casa e salute per tutti», recitava un grande striscione; «Non bruciamoci il futuro», scriveva un altro. Sotto il camino colorato si sono ritrovati per bloccare i camion con i rifiuti ma di quelli, avvertiti, ne sono passati pochi e nessuno è uscito dai cancelli. «Abbiamo fatto lo sciopero dei biglietti dei bus, facciamo picchetti per impedire che le famiglie vengano cacciate fuori, oggi assediamo l'impianto che lucra sulla pelle dei cittadini. Se attaccano la nostra vita sotto ogni aspetto, noi continueremo a reagire», proclama Michele del Magazzino 47. Più specifici sul problema della nuova richiesta di potenziamento delle linee avanzata dall'azienda, che verrà discussa domani nella conferenza dei servizi per l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) in Regione, sono i cartelli e le parole d'ordine dei comitati.

«Vogliamo la chiusura della terza linea, subito - è la pretesa del Comitato Brescia Sud -. Già si bruciano 800mila tonnellate, il doppio di quanto prodotto nella nostra Provincia. È inutile che ci impegniamo nella raccolta differenziata se poi si attirano immondizie speciali da altrove per fare business», dichiarano i suoi rappresentanti Guido Menapace e Stefania Baiguera. La quale si dice molto preoccupata per gli scarsi controlli e per gli scoppiettamenti notturni sentiti nelle vacanze di Natale.

LA PROTESTA si rivolge alla ex municipalizzata (da tempo ormai privatizzata) ma anche al sindaco Emilio del Bono.» Dalla Giunta precedente non abbiamo ottenuto ascolto, adesso come si muoverà il Comune azionista?», è la domanda circolante. I comitati chiedono azioni per la riduzione degli scarti, raccolta porta a porta, progressiva diminuzione, non certo aumento e peggioramento qualitativo, delle quantità immesse.

Raffaella delle Mamme di Castenedolo critica il sistema della raccolta a calotta del suo paese, «poco efficiente». Tarcisio Prandelli dell'associazione «Medici per l'ambiente» ricorda i tristi primati di Brescia in fatto di morte per tumore, con un 34 per cento sul totale dei decessi. Luigi dà la solidarietà degli antagonisti di Parma, pure loro in battaglia contro l'inceneritore. Marco Bendinelli della Rete ribadisce l'opzione “rifiuti zero” sostenuta da migliaia di firme a livello nazionale.
Abbandonata la zona il corteo si muove verso via Lamarmora, dove le entrate degli uffici vengono chiuse e presidiate dalle divise in assetto antisommossa, mentre il traffico in entrambe le direzioni viene deviato.

Lì avviene l'incontro con i gruppi antisfratto e con gli studenti, partiti da piazza Garibaldi con sosta davanti a Equitalia; lì si sfiora la degenerazione. Si fronteggiano i manifestanti e gli agenti, grida, slogan. Alla fine lo scontro viene evitato dalla promessa di apertura a una delegazione. A ricevere quattro delegati, uno per gli studenti, uno della Rete, uno del Comitato sfratti, uno di “Diritti per tutti”, è il direttore Paolo Rossetti. Il quale non soddisfa per cui l'annuncio finale al megafono è per la prosecuzione della lotta, «con ulteriori azioni contro A2A». I bilanci, ha spiegato il direttore, non consentono una moratoria generalizzata per chi, incolpevole, non paga i consumi energetici, si dilaziona solo per i segnalati dai Servizi sociali; e non consentono nemmeno di riallacciare le utenze staccate. Quanto alle funzioni del termovalorizzatore, secondo quanto riferito dal portavoce al megafono: «Rossetti ha rimandato la palla alla politica. Sono gli amministratori a decidere, e noi su di loro faremo pressione, dopo le promesse in campagna elettorale».

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