Discarica di Torazza

Discarica di Torrazza, non si deve autorizzare l’ampliamento!

Mentre l’inceneritore del Gerbido continua ad ammorbare l’aria dei torinesi (ma secondo qualcuno sono “molestie olfattive tipiche della stagione”), una questione strettamente legata al conferimento di una parte delle sue scorie resta ancora senza soluzione. Si tratta del procedimento di autorizzazione all’ampliamento della discarica di Torrazza Piemonte.
A questo proposito penso sia necessario fare un breve riassunto di quanto accaduto nei mesi scorsi, e di come il M5S abbia seguito la questione.
Ad aprile 2013 il M5S interrogava la Giunta regionale per chiedere conto di come la SADI – Servizi Industriali (ora Ambienthesis S.p.A.) si fosse aggiudicata la gara per il trasporto ed il recupero delle ceneri dell’inceneritore, quando la stessa azienda da anni doveva essere delocalizzata dal sito di Orbassano, precondizione ritenuta indispensabile per l’entrata in funzione dell’inceneritore in un Accordo di Programma siglato dagli enti locali, ma mai messo in atto. La Giunta, nel precisare che i residui sarebbero stati trattati in un altro sito, menzionava la discarica “La Torrazza” di Torrazza P.te tra le destinazioni delle scorie.
Lo scorso mese di ottobre veniva presentata un’interrogazione a risposta immediata per chiedere chiarimenti sul progetto di ampliamento della Vasca 8 della discarica “La Torrazza”, di proprietà della stessa Ambienthesis, per portarvi ulteriori 94.000 metri cubi di nuovi rifiuti.
Tutto questo nonostante che il Decreto VIA n. 2392 del 22/02/1996 del Ministero dell’Ambiente, recepito anche da una delibera regionale del 2000, prescrivesse la cessazione dell’attività di discarica sul sito una volta colmata la vasca. La risposta della Giunta regionale in quel caso era stata chiara: “Il Ministero è il soggetto titolato a fornire un’interpretazione autentica rispetto alla validità delle prescrizioni contenute nel DEC.VIA”.
Il deputato M5S Mirko Busto ha allora posto il quesito al Ministero dell’Ambiente, ma la sua interrogazione attende ancora una risposta, mentre ne è stata evasa celermente una del PD sullo stesso argomento.
In questi giorni si riunirà in Provincia una commissione tecnico scientifica, mentre è ancora in corso l’iter della conferenza dei servizi.
A questo proposito riporto un passaggio del comunicato diffuso ieri, a firma del gruppo M5S locale, del cittadino alla Camera Mirko Busto e di Davide Bono:

“Come M5S, non solo nazionale ma anche regionale e locale, prendiamo atto che questi ultimi eventi di fatto convogliano l’intera responsabilità in merito all’ampliamento sulla sola provincia di Torino (guarda caso anch’essa PD!).
In ogni caso, questo passaggio parlamentare evidenzia come il Governo non abbia definito in alcun modo superata la prescrizione del 1996, sottolineando anzi la responsabilità della Provincia di ogni eventuale decisione presa in difformità, esattamente come aveva fatto la Regione Piemonte a ottobre.
Pertanto, nella prossima Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione di questo infausto ampliamento, la Provincia, se vorrà autorizzare, non potrà in alcun modo definire superata e non più attuale la prescrizione data dal Governo nel ‘96, ma dovrà prendersi la responsabilità di spiegare perché tale prescrizione abbia perso validità.
Insomma, cosa è cambiato dal 1996 ad oggi?”

 E non solo si chiede l'ampiamento ma il sia il coordinamento di Terra Libera che il coordinamento amientalista Torazzese ha fatto una esposizione ben peggiore vedi mappa.

 

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