Finalmente una vera bonifica

                  Trattamento di contaminazioni ambientali da cromo esavalente

Mi chiedo perche alla Solvay non riesce a bonificare il sito dello stabilimento di Spinetta Tanaro che ha questo problema da sempre?

http://www.quotidianopiemontese.it/2013/03/27/il-processo-alla-solvay-pe....

articolo sulla rivista ECO

Il cromo è presente in natura soprattutto in due forme: cromo esavalente Cr(VI) e cromo trivalente Cr(III). La forma esavalente, di origine quasi esclusivamente antropogenica, è tossica, mutagena, cancerogena e altamente solubile quindi si disperde con facilità negli acquiferi e può essere biodisponibile per gli organismi viventi. La forma trivalente al contrario è presente normalmente in natura, è considerata un micronutriente ed essendo prevalentemente insolubile è scarsamente assimilabile dagli organismi e rimane immobile nei sedimenti.

Un buon metodo di detossificazione della forma esavalente è quello di trasformarla in quella trivalente, processo che può essere compiuto dal metabolismo di microbi ambientali normalmente presenti nell’ecosistema.

L’inquinamento da cromo esavalente nelle falde freatiche del nord Italia è molto frequente e dovuto principalmente all’attività dell’industria galvanica e agli scarsi controlli ambientali eseguiti negli anni. Contaminazioni sia puntiformi che distribuite per distanze chilometriche nelle sole regioni del nord sono numerose e al momento il provvedimento preso solo per alcune situazioni è costituito da un sistema di pompaggio che preleva l’acqua di falda con o senza filtraggio per poi scaricarla in corpi d’acqua superficiale. Tale metodo, oltre che poco efficace è anche molto costoso e la sua azione può richiedere decenni.

Biosearch Ambiente ha messo a punto una metodica di biorisanamento da cromo esavalente che sfrutta l’aggiunta di macro e micronutrienti atossici e biodegradabili direttamente al sito contaminato allo scopo di stimolare i microrganismi naturalmente presenti in ambiente a trasformare il cromo esavalente nella forma trivalente.

Il processo si svolge in due fasi:

1- Test di fattibilità in laboratorio (test di microcosmo): campioni d’acqua contaminata trattati in laboratorio con miscela detossificante e monitorati per la scomparsa di Cr(VI). Al campione trattato si affianca sempre un controllo negativo ossia una aliquota di acqua contaminata non aggiunta di nutrienti per una comparazione quantitativa.

2- Applicazione in campo su piccola e grande scala.

L’articolo sulla rivista ECO riporta una delle azioni intraprese da Biosearch e riguardante un sito contaminato da Cr(VI).
In Fig. 3 vengono riportati i risultati derivanti dal test di laboratorio: acqua aggiunta di nutrienti comparata con acqua senza aggiunta di nutrienti. Con l’aggiunta di nutrienti il cromo esavalente va a zero in 5 giorni, partendo da una concentrazione iniziale di circa 500 microgrammi/l.

In Fig. 5 viene riportato l’abbattimento del Cr(VI) nel sito contaminato in questione. Le tre linee riportate sul grafico si riferiscono a tre punti in falda presenti nel raggio di 150 metri dal punto di iniezione dei nutrienti. Si nota l’abbattimento del Cr(VI) in tre mesi di trattamento.

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