Suggerimenti per contrastare impianti con impatto ambientale.

  • REGOLA principale deve essere sempre: "ne' qui ne altrove"; se è nocivo, lo è per tutti dovunque esso sia.   
  • INFORMAZIONE AI CITTADINI: puntare il massimo sforzo sull'informazione ai cittadini: volantinaggi, incontri pubblici, banchetti in piazza
  • COSTITUZIONE COMITATI DI CITTADINI: stimolare la costituzione di Comitati nei paesi limitrofi.
  • RACCOLTA FIRME: è l'arma vincente, raccoglietene più che potete.
  • Coinvolgere i Comuni limitrofi.
  • REFERENDUM: è un'arma a doppio taglio per via della disinformazione. Innanzitutto bisogna vedere cosa dice lo Statuto del Comune. Nel caso il referendum venga previsto, deve essere realizzata una attenta campagna di informazione.
  • PROPORRE MOZIONI PRO AMBIENTE nel proprio Comune e nei limitrofi per rendere consapevoli le giunte che la popolazione è contraria, rendendo il  territorio ostile a tale impianti.
  • DOCUMENTAZIONE: per sapere di più sul processo utilizzato  pirolisi incenerimeto grandi opere ecc... Indagare  su internet, in particolare su impianti vecchi e su incidenti o inchieste. Il sito del CARP  cerca sempre di aggiornare la sua banca dati ma non ha tutto, quindi se trovate nuovo materiale inviatelo. Richiedere un duplicato della documentazione depositata in comune e provincia. Se vi viene negato qualcosa potete fare ricorso al il Difensore Civico della Provincia con  ricorso preparato da un legale.
  • NON DELEGARE alle sole istituzioni i controlli, vigilare e chiedere sempre in informazioni sulle analisi e sui tempi
  • Controllare sempre i piazzali e i camion che non arrivi materiale non conforme (il caso Riso Scotti insegna).
  • In caso di impianto partito ottenere la possibilita' di ispezionare i depositi e l'impianto, senza preavviso, da parte del comitato piu' volte l'anno indipendentemente dai controlli istituzionali (tale permesso deve essere scritto) , se la risposta e' negativa qualsiasi essa sia la ragione qualcosa non va. 

 

In allegato troverete un valido documento dell'ISDE per valide azioni contro le centrali a biomasse .

Puntualizzerei  che non tutte le centrali a biomasse sono negative. Ma difatti anche la digestione anaerobica se mal dimensionata o con il solo scopo di produrre per gli incentivi è un errore.

Il documento a seguire boccia ogni tipo di centrale quindi nonè molto obbiettivo.

Pero le descrive bene

Divide la difesa su 4 fasi:

Fase di prevenzione contro le centrali a biomasse

Fase di istruttoria richieste comune provincia e regione.

nel caso sia gia' autorizzato ma non costruito

nel caso sia gia' esistente 

 

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