Gestione rifiuti, aggregazione di Comuni su progetto – Sub-ambiti.

Movimento Valle Dora    CARP    Rifiuti Zero, No inceneritore


Vercelli,                 2013 

Ai signori Sindaci della Provincia di Vercelli

Al Presidente del Consorzio COVEVAR

e per conoscenza
Assessore Provincia di Vercelli

Assessore Roberto Ravello
Regione Piemonte

Oggetto: Gestione rifiuti, aggregazione di Comuni su progetto – Sub-ambiti. 

Nella Regione, nelle Provincie, nei 4 Ambiti territoriali, si stanno valutando le applicazioni della legge regionale n.  7/2012 del 24/5/2012 (Disposizioni in materia di servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani).
I 4 Ambiti territoriali (Torino, QUADRANTE [Biella, Novara, Verbania, Vercelli], Asti Alessandria, Cuneo) devono elaborare proposte relative alla nuova configurazione concernente la “governance” della filiera dei rifiuti. Ovvero cosa fare degli ATO e dei Consorzi che per legge devono essere aboliti.
Intendiamo discutere uno degli argomenti più interessanti in quanto vicini agli interessi immediati dei cittadini, alludiamo alla possibile apertura verso aggregazione di Comuni diversa dai precedenti Consorzi.

 Prima dell’illustrazione del progetto vi informiamo di aver elaborato un modello di calcolo semplificato personalizzabile in ogni Comune.
Con l’inserimento dei dati base come il livello di racconta differenziata raggiunto ed i costi di raccolta e smaltimento, in base alle azioni ed agli obiettivi che intendete raggiungere, si potrà facilmente ottenere le proiezioni anno per anno per i prossimi 5 anni.
Attendiamo quindi una presa di contatto.

Ricordiamo che la Direttiva Europea 2008/98/CE, riguardante la gestione dei rifiuti, prevede:
1) Prevenzione/Riduzione dei rifiuti (EU citata legge art. 9).
2) Preparazione per il riutilizzo.
3) Riciclaggio.
4) Recupero di altro tipo.
5) Smaltimento.

La Prevenzione/riduzione risponde ad almeno 2 requisiti fondamentali:
- Eco-sostenibilità: “il miglior rifiuto è quello non prodotto”. La Terra è un pianeta “finito”: esistono quindi capacità limitate sia per quanto riguarda le risorse non rinnovabili sia per le risorse rinnovabili e anche per la possibilità di assorbimento degli inquinanti tossici, gassosi, fluidi e solidi.
A fronte di questo limite “oggettivo” esistono, in crescita, almeno 7 miliardi di esseri umani e innumerevoli esseri viventi che si contendono l’accesso alle risorse cui hanno diritto.
La Riduzione dei rifiuti diventa quindi una modalità fondamentale contro l’induzione allo “spreco”.
- Riduzione dei costi:  oltre il costo dell’igiene urbana il cui onere grava sulla tassa in ogni forma, i grandi costi sono dati dalla raccolta (indifferenziata o differenziata) e dallo smaltimento. Supponiamo un costo di 120 euro a tonnellata per ognuna delle due fasi. Quindi per ogni tonnellata in meno di rifiuto prodotto si risparmiano 240 euro. Ipotizzando di produrre 10.000 tonnellate di rifiuti in meno il risparmio ammonterebbe a 2.400.000 euro.
Inoltre: la citata direttiva quadro europea sui rifiuti (la 2008/98/CE recepita dall'Italia nel dicembre 2010) introduce l’obbligo, per gli Stati membri, di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali. E’ stabilito, all’articolo 29, che entro il 12 dicembre 2013 gli Stati membri adottino programmi di prevenzione dei rifiuti fissando specifici obiettivi. Lo scopo di tali obiettivi e misure è di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti.
L’Italia ha anticipato i termini, con l'adozione da parte del Ministro dell'ambiente del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e l'elaborazione delle indicazioni per l'integrazione del programma nazionale ai piani regionali di gestione dei rifiuti: dal 12 dicembre 2013 si passa al 31 dicembre 2012.

LEGGE 24 marzo 2012, n. 28 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0049) - Gazzetta Ufficiale del 24.03.2012
Dovrebbero essere anche definiti sistemi "sanzionatori" per rispettare gli obiettivi prefissati.
In conclusione di questo capitolo si rammenta che la modalità più importante per incrementare la Prevenzione/Riduzione dei rifiuti è data dalla Comunicazione e dalle Relazioni con i cittadini per creare Informazione/Motivazione. Per il conseguimento degli obiettivi prefissati devono essere coinvolti tutti i soggetti attuatori: dagli operatori ai funzionari comunali, dai cittadini agli esercenti alle scuole ecc.
L’Obiettivo proposto è la riduzione di un 5% annuo “minimo”, nella produzione dei rifiuti.

Raccolta  differenziata Porta/porta – riciclaggio
1. Le leggi di riferimento sono 2: la citata Direttiva Europea 2008/98/CE, laddove in particolare indica la scale delle priorità nella gestione dei rifiuti e afferma che “la preparazione per il riutilizzo, il riciclo o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”, per cui, all’interno del recupero diverso dal riciclo, va privilegiato il recupero di materia rispetto al recupero di energia, fornendo altresì l’obiettivo del 50% di “raccolta differenziata riciclata”. Il che, considerati i sovvalli e le impurità ritenute inevitabili anche da CONAI, si presume una contabilizzazione di raccolta differenziata generica di oltre il 70%. Va da se che occorre procedere verso una “raccolta differenziata di qualità”.
L’Europa si avvia altresì verso la massimizzazione del recupero di materia; quindi occorre recepire gli indirizzi della risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” che, pur non essendo una norma cogente, costituisce un documento di indirizzo generale preparatorio, sia per il settimo Programma europeo d’azione per l’ambiente, sia per la nuova direttiva quadro sui rifiuti prevista per il 2014, in particolare laddove dice, nel punto 33: “invita la Commissione a razionalizzare l'insieme degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero; chiede pertanto alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; ritiene che queste iniziative debbano essere accompagnate da idonee misure transitorie, tra cui l'

2. La legislazione italiana con la Legge 152/2006 impone il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012. In Provincia di Vercelli sono ancora parecchi i Comuni NON  in linea con questo obiettivo; solo alcuni “virtuosi”,”Rispettano le leggi…

Molti Comuni, si ritengono più o meno virtuosi quando presentano dati oltre il 50% di Raccolta Differenziata: ebbene forse non si rendono conto che lo stare in una fascia definibile “grigia” li espone ai maggiori oneri per i cittadini da loro amministrati. Con una Raccolta Differenziata, ad esempio, del 55%, ci si trova nella condizione che i costi della Raccolta Differenziata “sono aggiuntivi”, non sostitutivi, e quelli dello smaltimento in crescita costante.
Permane un sistema duale: le attrezzature e i mezzi sono sempre duplici, anche nei casi ove si dimostra che la Raccolta Differenziata “spinta” costa meno di quella dell’indifferenziato, i costi permangono, con buona pace delle economie di scala. Quindi costi sempre più crescenti per lo smaltimento e RD non sufficientemente pulita per godere dei contributi CONAI.

Obiettivo proposto di raccolta differenziata di qualità 70%
Quali vantaggi economici, riprendendo  il modellino sopra esposto, avremo: 10.000 tonnellate per 120 euro/ton in meno, quindi un risparmio di 1.200.000 euro.
Al quale si aggiungeranno maggiori contributi CONAI e ricavi per la vendita di Materie Prime Seconde.

FABBRICA DEI MATERIALI
Se gli obiettivi concordati (sopra esposti), vengono raggiunti si apre una forbice fra il 30% ed il 20% di residuo indifferenziato. Ricordando l’obiettivo del passaggio dal sesto al settimo programma deciso dall’Unione Europea, ovvero “entro il 2020 tutta la materia che può essere recuperata non deve essere smaltita né in discarica né con l’incenerimento”, con la Fabbrica Dei Materiali si rispetta questa imminente direttiva.
La Fabbrica Dei Materiali è un impianto di trattamento a freddo per la massimizzazione del recupero di materia: essendo a freddo non si pone quindi il grave problema di emissioni comunque nocive.
Da impianti già presenti sul territorio e funzionanti si giunge ad un recupero di materia con risultati complessivi di oltre il 90%.
L’impianto che recupera materia dal rifiuto residuo (Rifiuto Urbano Residuo), è costituito da due sezioni parallele di trattamento: in una viene lavorata la frazione residua (sottovaglio) che contiene ancora componenti che possono fermentare. Questa viene resa “inerte” attraverso un processo di “stabilizzazione” (anaerobica del tutto analogo al compostaggio) in modo da minimizzarne gli impatti relativi alla collocazione a discarica. Nell’altra sezione (che tratta il sopravvallo) viene fatto invece il recupero dei materiali, attraverso una combinazione di varie separazioni sequenziali (ad esempio separatori balistici, magnetici, lettori ottici) analogamente a quanto avviene nelle piattaforme di selezione dei materiali da raccolta differenziata. E’ immediato rendersi conto che un impianto di questo tipo, è perfettamente adattabile all'aumentare della raccolta differenziata: si aumenterà la lavorazione del rifiuto differenziato (compostaggio dell’organico e selezione delle frazioni CONAI) e si diminuirà parallelamente il trattamento del residuo, lavorando su diverse linee o diversi turni».
E’ quindi un impianto molto flessibile sia come quantità da trattare (20.000, 30.000 tonnellate, ecc.), sia come adattabilità alle minori quantità di ricevimento di materiali sia in conseguenza della crescita di Prevenzione/Riduzione sia in presenza di livelli di raccolta differenziata di qualità.
Un solo punto fermo deve essere tenuto presente: la Fabbrica Dei Materiali richiede una quantità di Rifiuti Urbani Residui superiori al 70%, quindi non è da considerarsi come una nuova bacchetta magica! 
Il concetto di "fabbrica dei materiali" è stato già adottato od è in corso di adozione da parte di diversi territori, che stanno convertendo a questo concetto vecchi impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) o realizzando siti dedicati; quest’ultimo è il caso ad esempio della Provincia di Reggio Emilia che ha deciso, nel rispetto degli indirizzi europei sui rifiuti e dei principi di sostenibilità, di chiudere il vecchio inceneritore per puntare su questa tipologia di impianti in modo da accompagnare programmi di massimizzazione progressiva delle Raccolte Differenziate.
 
Circa l’allestimento e/o la gestione dell’impianto, le soluzioni possono essere diverse:
1) Può essere acquisito da una Aggregazione di Comuni su Progetto (sub-ambito).
2) Può essere il risultato di un accordo pubblico–privato.
3) Può essere organizzato con gestione dei Rifiuti Urbani Residui  a carico interamente da parte di un organismo privato: in questo caso i Comuni si impegnano all’invio dei rifiuti residui per un certo numero di anni.
I tempi di realizzazione dell’impianto sono ragionevolmente brevi, se poi si potesse utilizzare una struttura locale in disuso, si potrebbe parlare di mesi
I costi dipendono da quale soluzione viene scelta fra le tre sopra esposte
Anche in questo caso una ci è una sola certezza: per costi e tempi con vi sono confronti con quelli di inceneritori o discariche; gli oneri al massimo più possono costituire un decimo rispetto agli oneri dei tradizionali impianti di smaltimento/distruzione dei rifiuti.
Ultima considerazione ma non certo l’ultima per importanza, questa proposta pone livelli di intenstà lavorativa neppure comparabili con lo smaltimento tradizionale, quindi LAVORO > programma occupazione locale.
Con Porta a Porta + Riuso + Riciclo + FdM si ottengono circa 2.000 nuovi posti di lavoro, fisso non delocalizzabile !!!
Questo progetto trova la sua migliore realizzazione, in termini di vantaggi globali, con l’applicazione della tariffa puntuale.

Movimento Valle Dora
Anna Andorno

CARP (Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte)
Piero Cavallari, referente

Rifiuti Zero Torino “No Inceneritore” Vercelli

Tipo di avvenimento: