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8 luglio 2013: comincia l'avvelenamento trentennale di Torino ad opera dell'inceneritore

In data odierna TRM ha comunicato che la linea 1 dell'inceneritore del Gerbido di Torino è in fase di pre-riscaldamento per cominciare a bruciare rifiuti nei prossimi giorni ed andare a regime.

aggiornamento 10/7/2013: TRM ha comunicato che da oggi comincia la combustione di rifiuti sulla linea 1.

aggiornamento 11/7/2013: TRM ha comunicato che l'impianto ha "un malfunzionamento" e pertanto è stato fermato. Ridicolo.

aggiornamento 8/2013: TRM ha dovuto... confessare che il "malfunzionamento" sono nuovamente emissioni totalmente fuori dai limiti...

Ricordiamo che ogni giorno verranno bruciate almeno 1160 tonnellate di rifiuti indifferenziati vari, con emissione di oltre 10 milioni di metri cubi di fumi altamente tossici (maggiori dettagli nella pagina descrittiva dell'inceneritore del Gerbido) nonostante il rispetto virtuale dei "limiti di legge" che in realtà non limitano nulla.

Dopo le prime piccole prove di aprile, utili soprattutto per accaparrarsi il diritto a sfruttare gli incentivi statali, l'impianto è stato spento per un mese per consentire le analisi sanitarie di ASL/ARPA (la cui utilità è sopratutto politica piuttosto che sanitaria).

Nei prossimi giorni l'impianto voluto dal PD e costruito dalle cooperative rosse UNIECO e COOPSETTE riprenderà invece la sua attività a pieno regime, avvelenando i cittadini della Provincia di Torino e le produzioni agricole locali. Trasformare -per puro fine di lucro- risorse preziose in sostanze inquinanti ed altamente nocive è lo scopo di questo impianto, la cui proprietà è oggi del fondo F2i di Vito Gamberale e della multiutility IREN, controllata da banche e dal PD.

Ricordiamo alcuni degli impegni disattesi e delle bugie che sono state dette riguardo all'impianto:

  • La Servizi Industriali, impianto altamente inquinante che doveva essere spostato, non è stata ricollocata, anzi le è stato affidato un appalto connesso all'inceneritore;
  • I monitoraggi ambientali pre-accensione sono durati qualche mese invece che almeno un anno;
  • i controlli sanitari sulle popolazioni esposte non rileveranno avvelenamenti da diossina nelle persone se non si avrà un aumento di oltre il 20-30% (manco a Taranto l'ILVA inquina così tanto!!);
  • Il trasporto via ferrovia dei rifiuti è stato eliminato, per cui arriveranno camion da tutta la Provincia (e magari anche da tutta Italia, come spera -per fare cassa- il PD torinese);
  • il teleriscaldamento non è stato realizzato (termovalorizzatore?!?)
  • l'incidente del 2-3 maggio scorso, durante il quale le elevatissime emissioni dell'inceneritore sono state del tutto fuori controllo, dimostra la pericolosità dell'impianto e l'omertà dei mezzi d'informazione, che hanno accuratamente nascosto la notizia. La stessa TRM è stata deferita alla magistratura da parte dell'ARPA per comportamenti non corretti (omesse comunicazioni?).

A quanto pare le regole valgono solo per i comuni mortali, mentre il business e la politica possono fare i loro comodi a piacimento. Benché Torino sia la 9° città più inquinata al mondo, verrà ulteriormente coperta di polveri, metalli pesanti, diossine ed altre sostanze altamente nocive se non cancerogene per l'uomo. E da dosi ancor più massicce di propaganda e disinformazione, altamente nocive per la democrazia.

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