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Emissioni fuori controllo il 2 maggio 2013 confermate dall'ARPA - Segnalazione alla magistratura

giustizia

Nel corso della riunione del Comitato Locale di Controllo del 13/6/2013, ARPA ha confermato che durante l'incidente occorso all'inceneritore del Gerbido il 2 e 3 maggio 2013 non si sa che emissioni inquinanti ci siano state, perché la centralina di controllo posta a camino (e costata 1.65 milioni di euro) è andata in black-out.

Insomma, nel momento più critico quando sarebbe stato necessario il massimo controllo, la centralina di controllo delle emissioni a camino era spenta, pur essendo teoricamente collegata al quadro elettrico del gruppo elettrogeno di emergenza. Come mai?

Forse "per sbaglio" è stata scollegata per evitare che rilevasse picchi elevatissimi di emissione, ben dimostrati dalle fotografie? Oppure la gestione di un impianto altamente inquinante viene fatta in maniera approssimativa e superficiale? Tentativo doloso di insabbiare dati scomodi o incapacità? Lo stabilità la magistratura.

Infatti, ARPA ha evidenziato che i comportamenti di TRM durante l'incidente sono stati ritenuti non pienamente conformi alle autorizzazioni ambientali, e pertanto ARPA stessa ha segnalato il comportamento di TRM alla magistratura. Non sono stati forniti paricolari su questi "comportamenti" poichè -ha detto ARPA- coperti dal segreto istruttorio.

Naturalmente, silenzio assoluto sugli organi di (dis)informazione: sarebbe cattiva pubblicità a TRM e all'inceneritore nuovo di zecca voluto dal PD di Saitta-Chiamparino-Fassino & C. ed appena regalato ai privati da quest'ultimo per salvare la sua poltrona di Sindaco dal commissariamento. Alla faccia della salute di tutti.

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