Perchè il Piemonte, dalla Regione al Comune di Torino, sono in svendita

Torino, la vita al tempo del debito

I grandi investimenti degli anni '90 e poi per le Olimpiadi –- oltre 5 miliardi per le sole opere, tra passante ferroviario e dintorni, metrò, impianti sportivi inutilizzati, stadi buttati via quasi nuovi ecc. - hanno lasciato una pesante scia di debiti e uno scarso «ritorno» economico, hanno cambiato la faccia della città senza darle un nuovo orizzonte e una nuova socialità.

Il bilancio 2012 sarà salvato dall'Imu, grazie all'aliquota record del 5,75% e, in linea col 2011, dal taglio di tutte le voci di spesa tranne quella per gli interessi sul debito contratto con le grandi opere, 250 milioni di euro, cifra che ogni anno è superiore a quanto si investe in servizi e assistenza e non molto distante dalla principale uscita municipale, i 400 milioni per gli stipendi degli 11.000 dipendenti.

 La giunta guidata da Piero Fassino conta di ridurre il debito (3,4 miliardi, ma il Movimento 5 stelle parlano di 4,5 miliardi aggiungendoci i debiti delle partecipate), gestire il bilancio e rientrare nel patto di stabilità raccogliendo tra i 300 e i 350 milioni dalle dismissioni: in vendita il 49% di Sagat (aeroporto), Gtt (trasporti), Amiat (rifiuti) e l'80% dell'inceneritore. ( di Gabriele Polo da sbilanciamoci.info)

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