Vogliamo tutelare i beni comuni con particolare attenzione all'aria, all'acqua e alla terra, con la convinzione che è indispensabile recuperare integralmente i rifiuti senza distruggerli in modo da conservare preziose risorse per le future generazioni. In questo sito puoi trovare molte informazioni sul tema dei rifiuti e delle problematiche ambientali, sanitarie ed economiche connesse, con particolare ma non esclusivo riferimento al Piemonte. No a nuovi impianti di distruzione o interramento e no ad ampliamento di vecchi

Salta il convegno dei medici ISDE sui rischi dell'inceneritore

Giorni fa è uscito su Repubblica un articolo dal titolo "Cinque stelle in imbarazzo, salta il convegno medico sui rischi dell'inceneritore"

Il "giornalista" attribuisce la causa del mancato appuntamento a fantomatiche "tensioni tra Movimento 5 Stelle e ambientalisti". In realtà non ci risulta che il M5S c'entri qualcosa. Ma partiamo dall'inizio.

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Blocco dei diesel. E l'inceneritore no?

Un'auto diesel euro 5 o 6 deve percorrere da 4 a 6 milioni di km per emettere gli stessi NOx e PM10 che l'inceneritore emette in UN SOLO giorno.

Ma sono alcuni mesi si ripetono frequentemente i blocchi del traffico con presunte finalità "antismog", soprattutto a carico delle demonizzate auto diesel fino all'Euro4, mentre l'inceneritore (o meglio tutti gli inceneritori della pianura padana) non vengono limitati in nessun modo. Problemi e limiti sono a carico solo dei cittadini.

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Mercurio, radioattività... ma i controlli all'inceneritore di Torino-Gerbido ci sono?

E' notizia di oggi che a febbraio (evviva la tempestività) l'inceneritore di Torino-Gerbido ha bruciato dei rifiuti radioattivi, emettendo quindi i residui dal camino.

Secondo l'ARPA come al solito "non c'è stato alcun rischio per la popolazione" (ne dubitavate?).

Emissioni di mercurio dall'inceneritore del Gerbido: si sapeva almeno dal 2014

Apprendiamo dalla relazione dell'ARPA (riportata anche in allegato) che le emissioni anomale di mercurio dall'inceneritore di Torino-Gerbido erano note quantomeno fin dal 2014. Si sono ripetute nel 2015 e nel 2016, ma con episodi non chiariti già nel 2013. Ma solo qualche giorno fa l'informazione è stata resa nota.

Dove vanno i fumi dell'inceneritore di Torino-Gerbido?

Molti credono, a torto, che un inceneritore sia un problema solo locale. Basta essere a qualche chilometro per stare al sicuro? Ovviamente no.

All'inceneritore di Torino rifiuti da tutta Italia. E noi respiriamo...

Sono circa due anni che l'inceneritore di Torino-Gerbido brucia rifiuti provenienti dalla Liguria, in base ad accordi fra i politici precedenti ai 5 stelle  e la giunta di centrodestra della riviera. Si tratta di ben 70'000 tonnellate all'anno, che producono lauti incassi per TRM (società privatizzata che gestisce l'inceneritore) ed abbondanti veleni (diossine, mercuiro polveri) per gli abitanti di Torino e Provincia nonchè per chi consuma cibi (latte, verdure, grano, mais... ecc) prodotti nella zona.

Chiarezza sul "vapore" che esce dall'inceneritore del Gerbido: i veleni ci sono ma non si vedono

Molto spesso i cittadini segnalano che si vedono, specie durante la notte, grandi quantità di fumo provenire dall'inceneritore di Torino Gerbido.

Regolarmente, sia TRM che i vari enti preposti al controllo diffondono informazioni tranquillizzanti affermando che si tratta "solo di vapore" e che pertanto non c'è da preoccuparsi, e questa informazione viene divulgata da giornali e TV. Ma è vero?

 

Norma "Sblocca Italia" e inceneritori. Game over?

Come molti sanno l’art. 35 del decreto “Sblocca Italia” (ora L.164/2014) permette, o per meglio dire impone la “libera” circolazione dei rifiuti urbani e assimilati nelle zone con sovracapacità impiantistica (parte del Nord), il tutto precisato e dettagliato nel successivo DPCM 10.08.2016.

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Tumore al polmone: +36% dal 2015 al 2017. C'entra l'inceneritore?

In un articolo su La Stampa la professoressa Silvia Novello, membro del direttivo nazionale Aiom, dell’Oncologia Medica all’Università di Torino e responsabile dell’Oncologia Toracica del San Luigi di Orbassano afferma che:

IREN combatte la raccolta differenziata per favorire i suoi inceneritori

IREN è la multiutility proprietaria degli inceneritori di Torino (tramite TRM) e di Parma.

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Lo smog a Torino causa mutazioni genetiche e danni al DNA - ricerca shock

Lo studio MAPEC-LIFE, svolto su un campione di bambini,  ha rilevato che in varie città italiane, fra cui Torino, lo smog ed il particolato causano danni ai geni ed al DNA, in particolare l'analisi si è concentrata sulla bocca. I risultati sono stati presentati a dicembre 2015, ma gli organi di stampa l'hanno scoperto solo ora.

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Osservazioni sullo studio epidemiologico sull'inceneritore di Torino

Il protocollo pubblicato su epidemiologia e prevenzione (allegato) è pieno di errori metodologici:

E1: gli effetti a breve termine sono misurati mediante la variazione giornaliera delle emissioni. Se l'inceneritore emette sempre le stesse quantità lo studio non potrà essere che negativo ed in ogni caso sottostimare gli effetti, misurati appunto come differenze tra diversi livelli di emissioni tra i diversi giorni

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L'inceneritore del Gerbido vomita mercurio. Ah, se ne sono accorti...

Si apprende dalla stampa che l'inceneritore del Gerbido lavorerà a regime ridotto per 3 settimane "a causa di conferimenti indebiti di rifiuti contenenti tracce di mercurio".

Lo smog entra nel cervello: scoperti milioni di microparticelle nei tessuti

Uno studio dimostra la presenza di ferro e altri metalli da gas di scarico delle automobili. Si teme per il rischio Alzheimer. Ma la comunità è divisa: “Nessuna correlazione”

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A Torino e Milano lo smog quadruplica la velocità di usura di cuore e cervello

Allarme della Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi: «Riducendo la concentrazione di polveri sottili è possibile limitare l’ispessimento rapido della carotide»

Polveri sottili e traffico intenso: una combinazione micidiale che causa e accelera l’arteriosclerosi, specie in chi ha il colesterolo alto. Torino e Milano non fanno eccezione, anzi: vivere nelle città della Pianura Padana, notoriamente tra le aree più inquinate d’Europa, «velocizza fino a quattro volte l’usura di cuore e cervello a causa dei danni che l’inquinamento produce sul colesterolo». 

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